venerdì 27 agosto 2010

La città degli sceriffi



Sconcerta il rischio che Francavilla diventi simbolo di una politica razzista, che per mezzo di un'unica mano (quella del consigliere Proto, appunto), passa in pochi mesi dall'istituzione delle ronde a politiche di persecuzione degli extracomunitari.
La nostra terra ha vissuto per prima il dramma dell'emigrazione e non può che incentivare politiche di accoglienza e integrazione, mentre, in questo caso, emerge con evidenza un forte e, si spera, solamente personale, sentimento di razzismo e di persecuzione nei confronti di un immigrato.
Sembra di vivere in una becero e chiuso paesello del Nord leghista, non nella nostra Francavilla, città tradizionalmente accogliente e aperta al confronto, nella Puglia dei popoli!
Quanto accaduto risulta grave per l'interferenza di un consigliere comunale che, appassionato di ronde e soggetto a manie di protagonismo, al di là di come siano andati i fatti, si erge in questo episodio a sceriffo dell’ordine pubblico, prodigandosi in un vero e proprio inseguimento insieme alle forze dell’ordine.
Diverso sarebbe stato informare le forze dell'ordine di una eventuale (e tutta da verificare) aggressione fisica (con un coltello non trovato) e verbale (da una bocca che conosce a stento l'italiano!) e aspettare che le stesse facessero il proprio dovere.
Questi sono i fatti, contro i quali il sindaco Dott. Vincenzo Della Corte e tutta l’Amministrazione Comunale dovrebbero prendere una posizione netta!
Il resto spetterà alla magistratura che, con le dovute indagini vaglierà i fatti e accerterà quanto accaduto.

Se encomio va conferito, per dire di Proto, alla Polizia municipale per “l'eccellenza del servizio” (che evidentemente poteva fare a meno del suo ausilio), doppio encomio va riservato, a nostro parere, alla cittadina francavillese che, nel semplice adempimento di un suo dovere/diritto, rompendo un muro di omertà che certamente le avrebbe evitato molti inconvenienti, ha ritenuto di dover completare delle informazioni che evidentemente le sembravano parziali e fuorvianti. Questo è il modello di cittadinanza attiva al quale dovremmo fare riferimento, educando al rispetto vero della legalità.

Il Partito Democratico continuerà a vigilare sui temi dell’integrazione, dell’accoglienza e della civile convivenza e già nel prossimo Consiglio Comunale chiederà con forza, oltre che chiarimenti sull’accaduto, la revoca della delibera con cui si approvava l’istituzione delle ronde, che ha contribuito a marchiare la nostra città come terra di sceriffi e di razzismi.


La Segreteria del Partito Democratico