
Sconcerta il rischio che Francavilla diventi simbolo di una politica razzista, che per mezzo di un'unica mano (quella del consigliere Proto, appunto), passa in pochi mesi dall'istituzione delle ronde a politiche di persecuzione degli extracomunitari.
La nostra terra ha vissuto per prima il dramma dell'emigrazione e non può che incentivare politiche di accoglienza e integrazione, mentre, in questo caso, emerge con evidenza un forte e, si spera, solamente personale, sentimento di razzismo e di persecuzione nei confronti di un immigrato.
Sembra di vivere in una becero e chiuso paesello del Nord leghista, non nella nostra Francavilla, città tradizionalmente accogliente e aperta al confronto, nella Puglia dei popoli!
Quanto accaduto risulta grave per l'interferenza di un consigliere comunale che, appassionato di ronde e soggetto a manie di protagonismo, al di là di come siano andati i fatti, si erge in questo episodio a sceriffo dell’ordine pubblico, prodigandosi in un vero e proprio inseguimento insieme alle forze dell’ordine.
Diverso sarebbe stato informare le forze dell'ordine di una eventuale (e tutta da verificare) aggressione fisica (con un coltello non trovato) e verbale (da una bocca che conosce a stento l'italiano!) e aspettare che le stesse facessero il proprio dovere.
Questi sono i fatti, contro i quali il sindaco Dott. Vincenzo Della Corte e tutta l’Amministrazione Comunale dovrebbero prendere una posizione netta!
Il resto spetterà alla magistratura che, con le dovute indagini vaglierà i fatti e accerterà quanto accaduto.
Se encomio va conferito, per dire di Proto, alla Polizia municipale per “l'eccellenza del servizio” (che evidentemente poteva fare a meno del suo ausilio), doppio encomio va riservato, a nostro parere, alla cittadina francavillese che, nel semplice adempimento di un suo dovere/diritto, rompendo un muro di omertà che certamente le avrebbe evitato molti inconvenienti, ha ritenuto di dover completare delle informazioni che evidentemente le sembravano parziali e fuorvianti. Questo è il modello di cittadinanza attiva al quale dovremmo fare riferimento, educando al rispetto vero della legalità.
Il Partito Democratico continuerà a vigilare sui temi dell’integrazione, dell’accoglienza e della civile convivenza e già nel prossimo Consiglio Comunale chiederà con forza, oltre che chiarimenti sull’accaduto, la revoca della delibera con cui si approvava l’istituzione delle ronde, che ha contribuito a marchiare la nostra città come terra di sceriffi e di razzismi.
La Segreteria del Partito Democratico