venerdì 5 marzo 2010

Inaccettabile e incostituzionale il ddl sul lavoro approvato dal Governo


“Si è scritta una brutta pagina per i lavoratori italiani”: così definisce la Capo Gruppo del PD al Senato Anna Finocchiaro l’approvazione del ddl sul lavoro nella seduta del 3 marzo da parte della maggioranza di Centro Destra. Un ddl che prevede una serie di interventi in materia di rapporti tra lavoratori e datori da lavoro, tra cui l’invenzione di un “arbitrato in equità” col quale possono essere stravolte norme contrattuali e di legge, tra cui potrebbero esserci orario di lavoro, norme di sicurezza, trattamenti economici, ecc, nonché l’aggiramento dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori relativo alla tutela in caso di licenziamento senza giusta causa.
“L’arbitrato in equità….introduce il principio che si procede senza il rispetto delle leggi” dice l’ex Ministro del Lavoro, parlamentare del PD prof. Tiziano Treu, aggiungendo che con esso si può “derogare dai contratti collettivi nazionali, anche senza certificazione”.
Infine il Senatore prof. Pietro Ichino, che ha in modo articolato contestato il ddl nel suo intervento al Senato, ha detto, tra l’altro, “norme come questa che state varando non verranno utilizzate dagli imprenditori seri (i quali non cercano scappatoie per aggirare i diritti dei loro dipendenti)”.
La posizione del PD è chiara. Quel ddl è inaccettabile ed è sospetto di incostituzionalità perché:
a)Introduce in modo surrettizio una contrattazione individuale diretta tra lavoratore e datore di lavoro , non prevista dal nostro ordinamento, peraltro con una scelta sicuramente subita dal primo nel momento di maggiore debolezza: quella dell’assunzione,
b)“l’arbitrato in equità” introduce la possibilità di deroghe alla contrattazione generale ed aziendale nonché di aggirare leggi dello Stato in materia di lavoro,
c)viene decisa ora una normativa così dirompente rinviando ad un successivo accordo tra le parti sociali per l’inserimento dei paletti contrattuali relativi al deliberato “arbitrato”: le parti sociali relegate quindi ad un compito subalterno. Un ulteriore attacco al sistema di democrazia sociale.
Si è scritta una nuova brutta pagina contro la certezza del diritto, a danno ancora una volta del più debole. Il Partito Democratico non lo accetta ed utilizzerà tutti gli strumenti per impedire la sua attuazione, invitando i Sindacati Confederali a trovare una posizione unitaria per impedire un grave stravolgimento del loro stesso ruolo e sollecitando le Associazioni degli Imprenditori a difendere la trasparenza e regolarità della concorrenza, che potrebbe essere stravolta a danno degli Imprenditori seri che puntano alla certezza contrattuale, alla qualità del lavoro e della produzione.

Corrado Tarantino (Segretario Prov.le PD-Brindisi)

Enzo Casore – Responsabile Dipart. Politiche Economiche e del Lavoro


Brindisi, 5 marzo 2010

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