martedì 15 dicembre 2009

Primo Congresso di Circolo del PD



RELAZIONE DEL CANDIDATO ALLA CARICA DI COORDINATORE DI CIRCOLO MARCELLO CAFUERI.
CONGRESSO DI CIRCOLO PD-FRANCAVILLA FONTANA
13-12-2009 – Teatro Imperiali – Francavilla Fontana
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Il nostro primo congresso cittadino si svolge in una fase storica e politica di rilevanza straordinaria ed eccezionale. Voglio qui indicare tre esempi significativi di come la realtà ed i punti di riferimento di chi oggi si occupa di politica siano radicalmente cambiati rispetto al secolo che ci siamo lasciati alle spalle.
Il Presidente della Nazione occidentale più importante del mondo è un afro-americano che nonostante sia nel contempo il capo del più grande esercito del mondo, riceve ad Oslo il premio Nobel per la Pace. Riconoscimento solo apparentemente contraddittorio perchè nei pochi mesi di amministrazione, Obama ha operato una netta discontinuità rispetto alla politica militare del suo predecessore e perché, soprattutto, ha ridato speranza e fiducia alle popolazioni dei Paesi che attendono da troppo tempo di svilupparsi e di liberarsi dal debito e dalla povertà diffusa.
In questa settimana poi si tiene a Copenaghen, il vertice di tutte le nazioni per discutere di cambiamento del clima nel mondo e dei loro effetti sul pianeta e quindi sulle generazioni future. Si prende coscienza, forse tardivamente, della necessità di ridurre o riconvertire i processi industriali e produttivi sino ad oggi avviati senza alcun limite, nella consapevolezza, ci auguriamo, di considerare l’economia e lo sviluppo indissolubilmente legati alla tutela dell’ambiente ed anzi ad essa strettamente connessa, come dimostrano i richiami sempre più incisivi dei governi progressisti, Obama in testa, alla “green economy”, all’abbandono della dipendenza dal petrolio, ed alla sostenibilità della crescita nel nostro pianeta.
Infine voglio indicare un tema che reputo di decisiva importanza per il futuro delle nostre popolazioni che, si lega fortemente al precedente, anche se con caratteristiche del tutto nuove e inquietanti. Parlo della privatizzazione dell’acqua, bene comune e di uso pubblico per eccellenza, che mai nessuno avrebbe potuto immaginare potesse diventare oggetto di appetiti di multinazionali che vorrebbero mercificarlo secondo logiche di profitto neo-liberiste che vanno combattute ad ogni livello con ogni mezzo a partire dalle Regioni e dai Comuni.
Su questi temi peraltro il Governo di centrodestra ha già lanciato segnali negativi e preoccupanti, come le resistenze, in un’ottica di sconcertante quanto anacronistico neo-protezionismo, alle politiche di riduzione delle emissioni di CO2 o l’annunciata ripresa di politiche energetiche pesanti, con il ricorso al nucleare e l’assenza di politiche di investimento nelle fonti rinnovabili. Sull’acqua poi si è già deciso di procedere alla sua privatizzazione. E questa è l’unica liberalizzazione, peraltro in senso centralista ed autoritaria, attuata del Governo di centrodestra che si è invece opposto con forza, lo ricordiamo, alle vere liberalizzazioni operate in favore dei cittadini e dei consumatori e contro situazioni di monopolio e privilegi di casta, dai governi di centrosinistra e dall’allora ministro Bersani, negli scorsi anni.
Per la verità sono molti i temi di cui vorremmo discutere con i cittadini e su cui il governo in carica ha mostrato tutti i suoi limiti. Per questo abbiamo organizzato l’iniziativa che ci ha visto protagonisti nelle giornate dell’11 e del 12 dicembre in tutta Italia denominate 1000 piazze per l’alternativa.
Purtroppo Berlusconi fa di tutto e lo fa con scientificità, a mio parere, per sviare e mitigare l’attenzione dei cittadini da temi scottanti ed epocali come quelli di cui ho fatto cenno spostando l’attenzione dei media e della politica sui suoi problemi personali, assumendo un atteggiamento vittimistico ed artificioso tutto volto a soddisfare i suoi molteplici interessi e a risolvere i suoi problemi personali.
Questo non è più accettabile.
L’attuale situazione politica e istituzionale del Paese è sicuramente tra le più difficili e controverse che la storia repubblicana abbia mai vissuto.
L’attacco virulento da parte del ns. premier agli assetti, agli organi ed alle garanzie costituzionali, la minaccia continua alla libertà di informazione, le spinte separatiste, antimeridionalistiche ed antieuropeistiche, soprattutto della Lega Nord, la teorizzazione di politiche xenofobe, sono motivo di seria preoccupazione per le forze progressiste e riformiste del Paese e non sembra azzardato paventare una pericolosa deriva autoritaria della nostra democrazia.
Inoltre si tenta con programmi i tipo populista e demagogico di porre mano a riforme nel campo della scuola con un attacco senza precedenti all’istruzione pubblica ed alla ricerca, o in quello della giustizia, con il tentativo di ridimensionare significativamente il ruolo di garanzia e di terzietà della magistratura e con interventi “ad personam” utili solo a garantire l’impunità di alcuni o di un solo potente.
Per non parlare del tema della “sicurezza dei cittadini” strumentalmente brandito come una clava per contrastarle amministrazioni locali di centrosinistra ed il governo Prodi, salvo dimostrarsi, alla prova dei fatti, come si siano operati corposi tagli alle risorse delle forze dell’ordine mentre i fenomeni della piccola criminalità e del degrado cittadino sembrano non essersi affatto attenuati ed anzi in alcuni casi addirittura aggravati. Inoltre nell’attuale legge finanziaria si vuole introdurre la vendita dei beni confiscati alla mafia, che non porterebbe ad altro risultato se non quello di consentire alla mafia di rientrarne in possesso.
Questi sono alcuni esempi di come opera il Governo che si autoincensa definendo la propria, come politica del fare.
Tutto quanto sopra in un quadro internazionale e nazionale di profonda crisi economica che ha ancor più evidenziato l’incapacità delle forze di governo di dare risposte concrete ed efficaci alle migliaia di famiglie in difficoltà, ai lavoratori licenziati o in C.I.G., ai precari, ai pensionati, alle centinaia di piccole e medie imprese che vedono sempre più allontanarsi prospettive di sviluppo e di crescita della loro attività, mentre il governo a colpi di fiducia (ben 27 dall’inizio della legislatura) approva una legge finanziaria inadeguata e di scarsa incisività nella risoluzione dei problemi del Paese, rinunziando al sacrosanto confronto parlamentare sulla legge di bilancio.
Si tenta addirittura di fare cassa utilizzando il TFR accantonato dalla aziende in questi anni, o di creare tesoretti attraverso dei veri e propri condoni mascherati, quali quello del c.d. “scudo fiscale”, sostanzialmente penalizzando i deboli ed i lavoratori e premiando i furbi, ovvero lo stesso Presidente del Consiglio che è anche imprenditore e che è socio di una delle più importanti banche che oggi sono tra le più impegnante, guarda caso, ad offrire assistenza a chi fa ritornare i capitali dall’estero.
Tutto quanto sopra, seppur schematicamente e sinteticamente evidenziato, rende ancor più pregnante e decisivo il ruolo di una grande forza politica quale è la nostra.
La difficile sfida da lanciare in questa fase è quella di costruire un’opposizione nel parlamento e nel Paese che sappia arginare gli atti di forza del governo e rendere, nel contempo, visibile e concreta un’alternativa alle destre e alla Lega Nord, nella difesa dei principi fondamentali della Costituzione, nel garantire maggiore efficienza ed equità nell’azione dello Stato, nel tutelare le categorie e le classi più deboli del nostro paese, nel favorire e sostenere lo sviluppo del Mezzogiorno, senza mai cedere a tentazioni di sterili movimentismi, a demonizzazioni dell’avversario politico o peggio, a facili proclami populistici e inconcludenti.
In particolare, il meridione d’Italia dovrà essere sempre più considerato strategico in un’ottica non più solo nazionale, ma europea e mondiale, che guardi al Mediterraneo ed ai paesi che vi si affacciano, per creare sinergie e occasioni di reciproco sviluppo.
Sulle politiche del Mezzogiorno, su un patto meridionalista a difesa delle prerogative del Sud, oggi si è aperto un terreno reale di confronto e di dialettica con le forze che si oppongono, anche dall’interno del centro destra, ad un governo che ha brillato nel suo antimeridionalismo a partire dalla compagine di governo che è formata da ministri che, come ricordava D’Alema qualche tempo fa anche a Francavilla, è composto per un 80% di ministri che provengono addirittura dall’Oltrepò e sulla quale la Lega esercita quella che si definisce una “golden-share”, cioè la capacità di determinare e condizionare continuamente l’agenda politica dell’esecutivo.
Decisivo sarà, quindi, nel futuro, propiziare alleanze le più ampie possibili con chi è oggi all’opposizione del governo di centrodestra ma anche con chi non si riconosce più nel centrodestra illiberale ed eversivo messo in campo dal Cavaliere, sia nel Parlamento che nella società, per aprire una nuova stagione politica di alternativa alla destra.
In questa direzione il partito ha dimostrato di voler marciare con più speditezza e convinzione scegliendo alla sua guida un uomo come Pierluigi Bersani, e abbandonando quell’idea di partito a vocazione maggioritaria che è apparsa, allo stato, velleitaria e improponibile.
Il processo politico ed organizzativo avviato con le Primarie e con l’elezione del segretario nazionale e dei segretari regionali ha dato le prime risposte positive a queste esigenze ed oggi possiamo affermare che l’obiettivo dell’alternativa è possibile, soprattutto se si saprà dare continuità ai momenti di straordinaria partecipazione democratica, quali sono state le primarie, rapportando saldamente il partito con il territorio e dotando sempre di più le strutture territoriali di reale autonomia organizzativa e politica, in senso autenticamente federale.
Inoltre le elezioni primarie consentono, tranne qualche rara e biasimevole eccezione, di creare condizioni di maggiore coesione e amalgama di sensibilità ed esperienze diverse presenti nel nostro interno, riducendo, se non eliminando del tutto, fenomeni di contrapposizione e lotta intestina da cui, forse, troppe volte siamo stati avviluppati con esiti fortemente negativi e addirittura paralizzanti per l’azione del Partito.
Le primarie comunque, se vogliamo che siano uno strumento fondamentale per la partecipazione alle scelte del partito, occorre che siano disciplinate attraverso regole più certe, come ad esempio l’istituzione di un albo dei sostenitori del PD e con una delimitazione delle cariche per le quali è possibile fare ricorso alle stesse.
Dovrà però, a mio giudizio, istituirsi l’obbligatorietà delle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento, almeno fino a quando sarà in vigore l’attuale tanto, ma mai troppo, vituperata legge elettorale per le elezioni politiche.
Per quanto riguarda la nostra città è bene ricordare che questo partito, che ha raggiunto e superato comunque la ragguardevole cifra dei 200 tesserati alla data del 21/07/2009, ha subito, dalla sua nascita ad oggi, dei veri e propri scossoni e terremoti.
Cosa dire in proposito? Si ritiene di poter dire che gli spazi di agibilità politica ed il rispetto delle opinioni divergenti non sono mai stati negati a nessuno. E’ apparso però prevalere uno scarso senso di appartenenza al partito che pure tutti avevamo contribuito a far nascere, per perseguire scopi ed interessi estranei al partito, ed anzi che presupponevano un suo indebolimento. Non è mai apparsa una linea alternativa ed uniforme a quella della segreteria, ma solo veti da una parte e peggio ancora, tentativi di accordi innaturali e avventuristici dall’altra. Sono apparse nella nostra discussione tante idee confuse e contraddittorie oltre che politicamente sbagliate.
Basta rileggere oggi le innumerevoli prese di posizione dei c.d. dissidenti, apparse diffusamente sugli organi di stampa, per verificarne la loro miopia e inadeguatezza.
Il partito ha tenuto fede ad una linea che è apparsa chiara sin dal suo inizio sul piano comunale e provinciale e le vicende che da qualche tempo seguiamo a livello regionale lo dimostrano. Il Presidente della Regione Nichi Vendola, non ha nascosto di essersi posto l’obiettivo di allargare l’alleanza contro il centrodestra aprendo all’UDC e ad altre forze con il chiaro intento di allargare il fronte e battere Fitto.
Queste riflessioni servono a meglio comprendere quello che accaduto e ci convincono che si è aperta una nuova fase per il centrosinistra e per il nostro Partito.
Per questo occorre continuare l’azione di rilancio del Partito avviata dopo le elezioni amministrative in un “clima nuovo” e svelenito da rancori personali e pregiudizi politici, attraverso innanzitutto un impegno organizzativo in cui vengano utilizzate al massimo tutte le risorse materiali ed umane che il partito ha a disposizione e che sono emerse con l’esperienza dell’ultima campagna elettorale e delle primarie, senza chiusure preconcette verso chi non ha condiviso il nostro percorso ma guardando con attenzione e impegno al mondo giovanile, cioè al nostro futuro, non lesinando alcunché nella concessione di spazi e di risorse verso coloro, le nuove generazioni, che dovranno costituire la nuova classe dirigente del partito.
Incoraggiante è in tal senso l’impegno profuso dai Giovani Democratici nell’organizzazione di iniziative quali la 1^ Festa Democratica nel settembre scorso e la 2^ edizione della Settimana della Cultura nei prossimi giorni.
Ciò è ancor più significativo in una città che negli anni non è stata capace di investire su se stessa e sul suo futuro: che non ha coinvolto i giovani nella propria progettualità, non ne ha ascoltato le esigenze di incontro, di cultura, di lavoro, di aggiornamento. Una città di cui i giovani, lentamente, si sono disamorati, allontanandosi dalla politica, chiudendosi nelle case e nelle proprie cose.
Certo comprendiamo il senso di frustrazione e di impotenza che molti giovani manifestano. Ma se è vero che la politica oggi non ha grande capacità e potere di attrazione esiste però una fitta rete di associazioni, di esperienze di contatti che consentono ai giovani di esprimersi.
Il PD di Francavilla vuole aprirsi sempre di più al mondo giovanile e alle nuove forme di espressione e di dibattito politico, quali i blog ed i social networks. Per questo ci siamo dotati proprio in questi giorni, nel nostro circolo, di una connessione ADSL, mentre da tempo abbiamo un nostro sito internet che aggiorniamo di continuo e attraverso il quale informiamo gli iscritti ed i dirigenti dell’attività del Partito e che consente un aggiornamento continuo e un approfondimento specifico sulle tematiche che interessano il mondo giovanile e la politica in generale.
Nel nostro partito, poi, non si può fare a meno di una più ampia e qualificante presenza femminile capace di dare un contributo di originalità e diversità nell’azione politica che solo le donne possono garantire. Purtroppo su questo versante segniamo dei ritardi evidenti che dobbiamo sforzarci di colmare e superare in un partito che oggi a F.F. si mostra profondamente rinnovato negli uomini e nelle idee e che quindi non può non esserlo anche nella politica delle pari opportunità e nella rappresentanza di genere che non possono rimanere solo dichiarazioni di principio.
Fondamentale dovrà poi essere il ruolo di indirizzo e di consultazione dell’assemblea degli iscritti da convocare con regolarità e assiduità per tutte le scelte essenziali che il partito dovrà assumere, valorizzando ed esaltando il ruolo del tesseramento come forma di adesione attiva e propositiva alla vita del Partito.
Senza che ciò si ponga in contraddizione con il carattere dialogante e allargato del partito che dovrà tenere sempre aperte le sue porte ai contributi degli elettori, dei simpatizzanti, del mondo dell’intellettualità diffusa, di tutte le forze sindacali, di categoria, sociali e culturali che la città annovera.
Si rende pure necessaria nei nostri dirigenti, un’attenzione mirata e puntuale, una presenza più assidua e costruttiva, pur nel rispetto delle autonome specificità e peculiarità, all’interno di quei mondi rappresentativi della vita sociale - a cominciare dalle organizzazioni sindacali - culturale e sportiva della città, che ci ha visto troppo spesso distratti o addirittura assenti.
Anche per venire incontro a questa esigenza il partito ha deciso di organizzare in occasione delle feste natalizie un’iniziativa a scopo benefico in favore della AISLA (torneo di calcio e convegno).
Altro obiettivo da perseguire e realizzare riguarda la formazione all’interno dell’organismo dirigente di forum tematici, di studio, analisi e proposta sulle questioni più scottanti che riguardano la vita politica ed amministrativa del territorio e della città.
Ciò rappresenta un’esigenza ineludibile per contrastare efficacemente il centrodestra francavillese, i suoi metodi di governo e gli interessi che questa parte politica chiaramente difende in spregio della collettività.
Indispensabile è quindi creare momenti di consultazione e di conseguenti decisioni condivise tra il gruppo consiliare e l’organismo dirigente, sulle scelte da compiersi all’interno delle istituzioni in Consiglio Comunale e nelle commissioni consiliari.
Mai come in questa fase i nostri rappresentanti in consiglio comunale abbisognano del contributo di tutto il partito nel difficile compito di un opposizione intransigente ma sempre propositiva, a supporto del loro impegno che comunque deve esprimersi al massimo livello, senza eccezione alcuna, garantendo responsabilmente la presenza costante e vigile in tutte le sedute consiliari e di commissione ed una puntuale ed efficace informazione agli iscritti ed alla cittadinanza dell’attività svolta.
La rappresentanza consiliare, infatti, fortemente ridimensionata nel numero anche per il meccanismo dell’assegnazione del premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale e per la prima volta applicato alle assise comunali francavillesi, è il frutto di scelte che, come detto in precedenza, si giudicano coerenti e lungimiranti, seppur dolorose, compiute prima e durante la campagna elettorale amministrativa, comunque ispirate ad un rigore etico di cui la politica ha sempre più bisogno e il cui esito ha comunque premiato il PD, come dimostra il considerevole numero di voti espressi in favore del solo simbolo, il numero di preferenze riportato dal nostro candidato sindaco, e l’entusiasmo manifestato, dopo le elezioni, dalla quasi totalità dei candidati nella lista che, lo ricordiamo, ha scelto coraggiosamente di correre da sola. Peraltro raggiungendo percentuali di consenso del tutto in linea con quelle raggiunte dal partito a livello provinciale.
Nonostante si rivendichi la ineluttabilità e la coerenza delle scelte a suo tempo compiute, siamo tuttavia convinti che oggi si è aperta una nuova stagione, che dovrà vedere il PD alla ricerca di alleanze le più ampie possibili che nel futuro possano creare le condizioni per fronteggiare e sconfiggere il PDL ed il suo sistema di potere garantendo nel contempo forte discontinuità nei metodi di governo e attenzione alla legalità, alla trasparenza dell’azione amministrativa ed allo sviluppo del territorio.
A Francavilla, questo è un dato innegabile, le ultime elezioni hanno comunque registrato un dato che storicamente avrà grandi influenze nel futuro prossimo della politica cittadina.
Si è cioè frantumato quel blocco sociale, costituito soprattutto da interessi clientelari, dai favoritismi, dai tornaconto personali o di gruppi di potere, che per anni ha rappresentato la vera e propria spina dorsale del sistema di potere del centrodestra.
Che ha comportato negli anni scorsi l’occupazione della macchina amministrativa ed il suo soffocamento, una situazione che ha portato ad uno scioglimento anticipato del C.C., ad un lungo commissariamento, alla paralisi dell’azione amministrativa di cui tante volte abbiamo denunziato l’esistenza e la cui influenza negativa per lo sviluppo della città è sotto gli occhi di tutti.
Pensiamo allo stato di totale abbandono del centro di carico intermodale, alla scomparsa della Fiera Mostra, al fallimento della società partecipata Multiservizi, alle opere pubbliche incompiute, al degrado del centro storico e delle periferie urbane.
Per non parlare sul piano sociale dell’assenza atavica di strutture sportive, della mancanza di spazi agibili per l’attività culturale, delle carenze dell’edilizia scolastica, dei disservizi nelle scuole e negli asili comunali comunali.
Su queste questioni nella nostra città vige il totale l’immobilismo o, se qualcosa si muove, si muove con enormi ritardi rispetto a realtà circostanti alla nostra anche di minore importanza.
Ma se è vero che ha Francavilla il blocco conservatore si è infranto, proprio per questo occorre attrezzarsi e ragionare seriamente su una nuova stagione che si apre e che può consentire alla nostra città di ritagliarsi il ruolo che gli compete.
Una nuova stagione dovrà comportare nuove convergenze quindi con le altre forze alternative al centro destra a partire dal Consiglio Comunale dove il PD si è fatto promotore della formazione di una stanza di consultazione tra tutte le forze di opposizione per meglio coordinare e rendere più incisiva l’azione dell’opposizione.
Va detto però che abbiamo incontrato ancora da parte delle forze presenti in Consiglio Comunale diffidenze e resistenze che ci auguriamo possano dileguarsi in futuro.
E’dell’altro giorno la convocazione di una conferenza stampa dei capogruppo PD-UDC-IDV alla Camera per denunciare pubblicamente l’abuso della fiducia sulle votazioni in parlamento e non si comprende perché iniziative simili non possano essere possibili a livello comunale dove poi spesso i numeri dell’opposizione sono importanti anche per provocare sedute di Consiglio Comunale o impedire che la maggioranza occupi tutte le postazioni anche quelle di garanzia (si pensi tanto per fare un esempio al collegio dei revisori dei conti).
Comunque auspichiamo che possa aprirsi un confronto ed un tavolo con le forze di opposizioni anche su questioni di ordine programmatico.
Le elezioni provinciali di giugno 2009 hanno infatti dimostrato che è possibile creare una concreta alternativa al PDL all’interno di un progetto di nuove alleanze in grado di coinvolgere anche chi si era posto, da sinistra, come alternativo all’attuale Presidente della Provincia.
Per questo noi riteniamo di dover valorizzare al massimo la nostra esperienza all’interno dell’Amministrazione Provinciale che ci vede impegnati in prima persona con un nostro rappresentante francavillese in un assessorato di vitale importanza che ha già avuto modo di dimostrare saldo rapporto con il territorio, capacità propositiva e concretezza dei risultati e che siamo convinti, opererà con ancora maggiore efficacia nel futuro.
L’impegno e il lavoro del nostro assessore devono essere considerati come patrimonio di tutto il Partito.
Presto organizzeremo un’iniziativa con i cittadini di Francavilla per dare informazioni sull’operato della Giunta provinciale e sui progetti che riguardano la nostra città.
Infine l’iniziativa politica del Partito deve puntare ad ottenere alla prossima scadenza delle elezioni regionali una adeguata e qualificata candidatura in grado di rappresentare ed esaltare il ns. territorio e le potenzialità inespresse della città.
A tal proposito si ribadisce che non si potranno accettare supinamente scelte calate dall’alto e non condivise, considerato il ruolo di primo piano che la nostra città riveste nel territorio provinciale e le potenzialità elettorali del nostro partito, già dimostrate con il risultato delle politiche del 2008 (con quasi il 30% dei consensi), il terzo posto nella provincia dopo il capoluogo e la città di Mesagne in termine di voti assoluti e tenuto conto delle già annunciate plurime candidature regionali che il Centrodestra si appresta a mettere in campo.
Mi sia consentita una riflessione su questo argomento delle regionali che oggi sta appassionando, non sempre in modo sereno e pacato, molti nostri dirigenti, iscritti e simpatizzanti.
Io penso che una regola fondamentale della politica sia quella di sottoporre al giudizio di merito chi ha assunto la guida di una coalizione in un’esperienza di governo, quando quella esperienza giunge alla sua naturale scadenza.
E se quel giudizio di merito è positivo non si può pensare a non riconfermare quella esperienza e sottoporla quindi al giudizio degli elettori. Tutto questo è normale e lo deve essere ancora di più per il nostro Partito che di quella esperienza è stato il motore principale.
Questo è il comportamento da assumere in maniera seria e senza timori, perché non bisogna mai temere il giudizio degli elettori se si è fatto il proprio lavoro con coscienza, disinteresse ed efficienza.
Tutto questo non può essere messo da parte per favorire improbabili alchimie o peggio ancora per sottomettersi a posizioni politiche ambigue, trasformistiche e di pura convenienza.
Noi a Francavilla vogliamo partecipare con entusiasmo e convinzione alla prossima scadenza elettorale e bisogna quindi partire con il piede giusto nelle scelte che si compiono a livello regionale, per infondere ai nostri militanti le giuste motivazioni.
Anche per questo si chiede, sin da ora, alla nostra rappresentanza che verrà eletta in seno all’assemblea provinciale di far valere le ragioni forti di un protagonismo che il Partito nella nostra città pretende di avere, non come semplice rivendicazione di carattere localistico ma come base essenziale per arginare e sconfiggere le destre in tutta la realtà provinciale e dare un contributo di spessore alla battaglia per le regionali che ci apprestiamo ad affrontare con il convincimento che si possa continuare l’esperienza esaltante e non priva di originalità, di progettualità e di risultati, avviata dall’attuale Governo Regionale e dal suo Presidente.
La dirigenza che andremo ad eleggere, la segreteria che verrà nominata dall’organismo dirigente spero che vorrà condividere questi difficili compiti e gli irrinunciabili obiettivi di crescita che ci siamo posti.
Tutti insieme dovremo sentirci impegnati con rinnovato entusiasmo e spirito di sacrificio a rendere operativi gli intenti programmatici qui esposti, nella consapevolezza che l’impegno dovrà essere quello di tutti e che dovrà esprimersi prioritariamente nella formazione di una nuova classe dirigente di un Partito nuovo, cosi come lo abbiamo voluto sin dall’inizio di questa fantastica esperienza del PD, una forza in grado di guardare con occhi nuovi e passione cristallina le sfide future che ci attendono per la trasformazione democratica del ns. comune dei ns. territori e del ns. nostro Paese.
il candidato alla carica di Coordinatore di Circolo
Marcello CAFUERI

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