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lunedì 20 settembre 2010

II^ FESTA DEMOCRATICA



2^ FESTA DEMOCRATICA
Verde, bianco, rosso: tre colori un simbolo”
politica, spettacoli, sport, cultura

Francavilla Fontana 25 e 26 settembre 2010 - Piazzetta S.Marco – Piazza Dante
...
PROGRAMMA

Sabato 25 settembre
Ore 18 - piazzetta S.Marco

TAVOLA ROTONDA SU:
“L’attuale crisi politica, prospettive future e nuove alleanze”

presiede: Corrado Tarantino segretario prov.le PD
intervengono:
Salvatore Tomaselli senatore PD
Massimo Ferrarese presidente provincia BR
Salvatore Tatarella parlamentare europeo FLI
Michele Losappio c.ppo Cons Reg. SEL

Coordina: Marcello Cafueri segretario PD Francavilla

Ore 20 - piazza Dante
Serata musicale: NAMAR in concerto

Domenica 26 settembre
Ore 18 - piazzetta S.Marco

TAVOLA ROTONDA SU:
“Rifiuti: quale futuro per i francavillesi tra discarica e raccolta differenziata”

presiede: Tommaso Resta capogruppo cons. com. PD
intervengono:
Maurizio Bruno ass. prov.le PD
Antonio Martina ass. prov.le UDC
Francesco Fumagalli ass. comunale ambiente
Mario Filomeno cons.com.le Mov. Cost.

Coordina: Anna Maria Padula segreteria prov.le PD

Ore 20 – piazzetta S. Marco
Premiazioni: torneo notturno “calcio sotto le stelle” (tra i partiti politici il 18/09/2010 presso il centro sportivo SOTER), mostra fotografica, sorteggio democratico

Concerto della BANDA “G. Verdi” di Francavilla Fontana
“omaggio a G. Verdi nel 150° dell’unità d’Italia”

In permanenza in piazzetta S. Marco:
- stand informativi a cura di: Arciragazzi, Cellula Coscioni, Libera, Tenda S. Damiano, Hakuna Matata (comm. equo e solidale), Giovani Democratici, Auser, CGIL.
- mostra – concorso fotografico sul tema “verde, bianco, rosso: tre colori un simbolo”.
- stand gastronomici.

giovedì 3 giugno 2010

Francavilla esclusa dai fondi FESR: un altro smacco per la città

COMUNICATO STAMPA

Il Partito Democratico di Francavilla, constata con amarezza e disappunto, l’ennesimo smacco per la città e per suoi ceti produttivi, derivante dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria da parte della Regione Puglia per l’assegnazione di fondi europei per lo sviluppo regionale (FESR) che ha escluso il progetto presentato dall’Amministrazione Comunale per il completamento della infrastrutturazione della zona P.I.P per un importo complessivo di € 4.500.000.

Detta esclusione, si legge nella determina regionale pubblicata sul BURP n. 94 del 27.05.2010, è scaturita da vizi di carattere formale attinenti la presentazione del progetto.

Si rivelano, cosi, a distanza di tempo, fondate e giustificate le preoccupazioni che il PD ha avuto modo di esprimere con interventi sulla stampa che sollecitavano l’A.C. a presentare nei termini il progetto che, evidentemente, nonostante le proroghe concesse dalla Regione, non si è avuto il tempo e la capacità di elaborare correttamente e in maniera conforme al bando.

Anche questa volta il pressappochismo e l’insipienza hanno determinato la perdita di una grande opportunità di sviluppo ed implementazione della zona PIP, come ben sanno gli operatori economici, costretti ad operare da tempo immemorabile in assenza di infrastrutture basilari (strade, fogne, ADSL, parcheggi, videosorveglianza, ecc.) con ricadute negative sull’attività produttiva.

Il PD in questi giorni ha denunciato con forza l’incapacità dell’attuale A.C., del tutto in linea con le precedenti esperienze di governo cittadino, di attuare e completare le innumerevoli opere pubbliche, con evidente degrado della nostra realtà, sul piano economico (centro intermodale, ex mercato coperto, Fiera Mostra, e, appunto, zona PIP), socio-culturale (assenza e stato di abbandono di strutture sportive. culturali e turistiche) e urbanistico-architettonico (Castello, ex convento di via S. Biagio, strade e marciapiedi pubblici, periferie e spazi verdi degradati).

Al di là della pur doverosa denuncia della inadeguatezza evidente della nostra classe di governo, il PD intende esercitare un’azione di stimolo e di risveglio politico-amministrativo della città, offrendo il proprio contributo di analisi e di proposta per la soluzione degli annosi problemi, ormai talmente gravi e incancreniti da richiedere uno sforzo comune di tutta la classe dirigente francavillese per la loro soluzione anche parziale. Purtroppo ancora non si intravedono comportamenti e messaggi in tale direzione.
IL CIRCOLO PD (la segreteria)
IL GRUPPO PD

lunedì 1 febbraio 2010

Quando le buone idee aiutano a costruire bene la città



Una buona notizia: il Consiglio Comunale di Francavilla Fontana ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal capogruppo del PD, avvocato Tommaso Resta, sull'istituzione dell'anagrafe degli eletti. Il Partito Democratico aveva fatto propria la proposta dell'avvocato Sergio Tatarano, segretario dei Radicali di Francavilla Fontana e membro del direttivo dell’associazione radicale salentina "Diritto e Libertà", già fin dalla campagna elettorale delle recenti elezioni amministrative, e sposata nella stessa campagna dall'allora candidato sindaco Resta.

Sul sito del comune di Francavilla Fontana saranno presenti quindi informazioni relative all'operato dei consiglieri e degli amministratori, le presenze, la dichiarazione dei redditi, gli atti depositati, ma anche i dati relativi al bilancio comunale, le delibere approvate e gli incarichi esterni affidati dal Comune. Sergio Tatarano esprime il suo ringraziamento all'avvocato Resta e a tutto il consiglio comunale di Francavilla, che sceglie di essere più trasparente.

E' davvero una buona notizia: per una politica in cui cadano le barriere ideologiche e si costruiscano, invece, progetti comuni che possano migliorare la trasparenza e rendere il cittadino partecipe e consapevole della vita della città.

venerdì 15 gennaio 2010

Appello per le Primarie regionali






Ai Delegati
all’Assemblea regionale
e nazionale
Partito Democratico

Oggetto: Appello per le Primarie

I sottoscritti dirigenti del Coordinamento di Circolo di Francavilla Fontana, spinti dalle drammatiche e, per alcuni versi, contraddittorie vicissitudini del Partito Democratico pugliese in occasione della scelta del candidato alla Presidenza della Regione Puglia, offrono all’attenzione dei delegati all’Assemblea regionale e nazionale alcune considerazioni, in vista della prossima Assemblea Regionale, convocata per il 16 gennaio 2010:
1. è venuta a mancare una seria riflessione sull’esperienza dei cinque anni di governo Vendola, di cui il Partito Democratico è stata forza determinante e decisiva: tale analisi di elementi positivi e criticità, che hanno coinvolto lo stesso Partito Democratico, avrebbe dovuto portare ad una lucida riflessione anche riguardo la ricerca di alleanze e candidature per le prossime Regionali;
2. il Partito Democratico, nato anche per dare protagonismo alle singole realtà territoriali, interpretando un’idea forte e innovativa di partito “federale”, ha in realtà operato con scelte che sono apparse del tutto verticistiche e sganciate dalle esigenze e dalla storia del territorio;
3. quanto sopra ha avuto ripercussioni negative sul nostro elettorato di simpatizzanti e militanti, che attualmente è innegabilmente attraversato da sentimenti di scoramento e disaffezione verso il Partito e la politica in generale;
4. al punto in cui ci troviamo, riteniamo l’Assemblea di giorno 16 decisiva per ridare fiato alle speranze riposte nel progetto di costruzione di un Partito alternativa di governo a cui abbiamo aderito con entusiasmo e passione, e ridare identità ad un Partito che sembra ancora “in cerca d’autore”;
5. facciamo appello, pertanto, ai Delegati brindisini, che si è contribuito ad eleggere nelle Primarie del 25 ottobre, ad esprimersi per il metodo delle Primarie come soluzione in grado di offrire una via d’uscita rispondente alla reale identità della base, che eviti esiziali spaccature, e consenta di sciogliere il complesso nodo delle alleanze.

Francavilla Fontana, 14 gennaio 2010 Con i migliori saluti

Antonio Romano
Anna Maria Padula
Giorgio Rosso
Carlo Tatarano
Cosimo Sternativo
Cosimo Torino
Cosimo Vozza
Fabio Zecchino
Francesco Birtolo
Giovanni Carlucci
Giuseppe Leone
Ilaria di Brindisi
Luciana Salamino
Marcello Cafueri
Michelangelo Tardio
Nicola Marinosci
Nicola Santoro
Silvano Salerno
Tommaso Resta
Valentina Paciullo
Antonio Chianura
Vincenzo Garganese

domenica 20 dicembre 2009

Mozione del PD per l'anagrafe degli eletti al Consiglio Comunale



Egr. Sig. Sindaco
Egregi signori componenti della Giunta
Egregi colleghi Consiglieri Comunali
del Comune di Francavilla Fontana

oggetto: mozione inerente la “istituzione della anagrafe degli eletti”.

In un periodo in cui dilaga l’anti-politica maggiore è il rischio di investirla di indiscriminati attacchi per colpire senza distinzione anche chi fa il proprio dovere e lavora per restituirle dignità.

Si impone sempre più la necessità di rispondere, a tutti i livelli, con segnali contrari a quelli che purtroppo sempre più spesso giungono da più parti, negando risposte serie ai cittadini ansiosi di esercitare il doveroso controllo sull’attività dei propri eletti affermando così un principio di trasparenza dell’azione amministrativa degna di uno Stato liberale e realmente democratico che si apre al controllo popolare.

Per questa ragione, i sottoscritti Consiglieri del Partito Democratico, ritenuto di condividere il suggerimento propositivo giunto dagli amici del Partito Radicale; rilevata la necessità di invogliare il cittadino all’impegno civico; di contribuire a gettare le basi per la costruzione di un rapporto nuovo fondato sul rispetto della politica intesa come res publica; ricostruire un chiaro rapporto con chi seriamente e costruttivamente intende sottoporsi al giudizio dei cittadini e dei propri elettori,
Chiediamo
di istituire l’anagrafe degli eletti a livello cittadino sulla base della quale realizzare un monitoraggio ed una pubblicazione di tutte le attività dei consiglieri e assessori comunali.

PREMESSO CHE
§ il T.U.E.L. approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, all’art. 10, recita: “Diritto di accesso e di informazione”, comma 1 cita: “Tutti gli atti dell’amministrazione sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione…” e che nello stesso art. 10 comma 2 vengono individuate indicazioni per garantire tale diritto di accesso e di informazione demandando comunque ad apposito regolamento le modalità di esercizio;
si rende opportuno e necessario agevolare anche tecnicamente il diritto di accesso e di informazione dei consiglieri come presupposto indispensabile alla garanzia di trasparenza e di buona amministrazione dell’ente, di cui in premessa;
VISTA
la volontà crescente da parte del cittadino utente di ricevere un’informazione dettagliata sulle attività deliberative e di gestione dell’Amministrazione comunale;

Il Consiglio Comunale
DELIBERA

che sul sito istituzionale del Comune di Francavilla Fontana siano disponibili:

1) di ciascun Consigliere Comunale i seguenti dati:
• Nome e cognome, luogo e data di nascita
• Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un’anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo;
• I rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune
• Dichiarazione da parte dell’eletto dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile, nell’esercizio del mandato
• Atti presentati con iter fino alla conclusione
• Il quadro delle presenze ai lavori dell’istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa

2) del Sindaco e di ciascuno dei membri di giunta i seguenti dati
• Nome e cognome, luogo e data di nascita
• Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un’anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo
• Lo stipendio, i rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune
• Dichiarazione da parte del Sindaco e di ciascun membro di giunta dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile, nell’esercizio della funzione,
• Registro delle spese comprensive delle spese per lo staff, spese per gli uffici, spese per i viaggi comprensive di quelle dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie
3) il bilancio annuale, il bilancio pluriennale, la relazione previsionale e programmatica, il piano degli investimenti, il piano esecutivo di gestione ed il documento di programmazione finanziaria, comprensivo di tutti gli allegati e in particolare l’elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze
4) le delibere approvate,, suddivise per anno, argomento, presentatore, iter; le delibere devono poter essere rintracciate sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascuna delibera deve essere inserita sul sito entro 15 giorni dalla sua approvazione
5) l’archivio degli altri atti del Comune approvati o, per interrogazioni e interpellanze, con iter concluso: mozioni, ordini del giorno, presentatore, iter; tutti gli atti devono poter essere rintracciati sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascun atto deve essere inserito sul sito compatibilmente con le disponibilità dell’incaricato per la gestione del sito e comunque non oltre 15 giorni dalla sua approvazione.
6) i bandi e gli esiti di gara.

8) un elenco in merito all’intera attività degli incarichi esterni (incarichi, studi, progettazioni, contratti a tempo determinato…); per ogni incarico devono risultare in maniera omogenea le seguenti voci: ufficio proponente, soggetto assegnatario, tipologia dell’incarico (studio, progetto, prestazione, contratto a tempo determinato), ammontare pecuniario riconosciutogli, data di conferimento e di scadenza dello stesso, se trattasi di nuovo incarico, viceversa data di rinnovo se l’assegnatario ha già usufruito precedentemente di un incarico dell’amministrazione, comprensivo delle attribuzioni attualmente in essere o assegnate da questa Amministrazione; obbligo di dichiarare se i consulenti hanno rapporti di consulenza con le società controllate o partecipate dal comune e per quali importi, obbligo di dichiarare che i consulenti non hanno condizioni di incompatibilità (ad esempio dipendenti di enti pubblici che per legge o per regolamento stabiliscono alcune incompatibilità tra funzione pubblica e lavoro autonomo).

9) per ogni Società controllata dal Comune (anche quelle controllate attraverso una partecipata) la Ragione Sociale, i dati essenziali di bilancio, i nominativi dei consiglieri di amministrazione ed i relativi emolumenti.


Tutti i dati di cui sopra debbono essere accessibili e in un formato standard aperto (XML)

Francavilla Fontana 14.12.2009

I consiglieri Comunali del PD

Tommaso Resta, capogruppo
Maurizio Bruno, consigliere
Giacomo Gallone, consigliere.

martedì 3 novembre 2009

Il Centro storico ed il finanziamento perduto



Terminata da tempo la campagna elettorale, con il ritorno del sempreverde Sindaco Della Corte tornano prepotentemente alla ribalta i problemi della Città. Mentre si vagheggia con ridicole scimmiottature leghiste di istituzione di ronde cittadine, si assiste impotenti all’incancrenirsi di vecchi e cronici problemi che quest’amministrazione non è in grado di affrontare.
Parliamo del “Progetto di Riqualificazione del Centro storico e delle isole pedonali” opera che avrebbe dovuto essere consegnata nel febbraio di quest’anno. In ausilio agli smemorati ricordiamo che il Piano di Recupero del Centro Antico nasce con la delibera del Consiglio Comunale del 14.7.88 n. 232 e definitivamente approvato con delibera commissariale del 23.01.1996.
Dopo di allora, la storia la scrivono le Giunte del dott. Della Corte che quindi dovrà rispondere alla città di ciò che è stato fatto e meglio di ciò che non è stato fatto. La città attende da 21 anni di avere risposte che non sono mai arrivate.
Mentre nei comuni limitrofi già possono ammirarsi centri storici perfettamente recuperati, Francavilla gode di percorsi solo sulla carta pedonali, di cavi elettrici che deturpano le facciate, di interventi selvaggi che hanno irrimediabilmente danneggiato il basolato delle vie del Centro Storico; di abbandono di abitazioni il cui recupero, nella migliore delle ipotesi, è lasciato alla iniziativa dei privati. Assistiamo in questi anni ad una crescente incuria che ha fatto sì che gli angoli più suggestivi divenissero pubblici orinatoi per non parlar della Piazza Umberto che tra Gazeboni, voragini improvvise, impalcature arrugginite e bagni pubblici trasformati in discariche e a cielo aperto, aspetta inutilmente da anni di avere il volto che si merita di simbolo e cuore pulsante della Città.
Si pensava che con il finanziamento CIPE di ben 4,5 milioni di euro i tanti problemi sarebbero stati risolti ed invece, aldilà del pagamento di corpose parcelle in favore dei progettisti, nulla si è avviato e non si capisce perché!
Da qui la certezza che quel progetto fosse in realtà del tutto inadeguato poiché, oltre che enunciazioni in linea di principio, poco o nulla diceva delle opere primarie (fogna, acqua, luce, gas) che una volta interrate, consentissero interventi successivi di manutenzione senza incidere sul piano viario; La certezze che è mancato del tutto un coordinamento con la sovrintendenza ai beni culturali che puntualmente è intervenuta per bocciare interventi progettuali che stravolgevano l’esistente per disegnare un centro storico nel quale nessuno si sarebbe riconosciuto.
La situazione era stata più volte segnalata negli anni scorsi dal PD, anche in Consiglio Comunale, paventandosi il rischio della graduale e inaccettabile perdita di cospicue risorse pubbliche a causa dei ritardi nell’avvio dei lavori di riqualificazione.
Ora i finanziamenti verranno revocati! Questa allo stato l’unica certezza!
E con essi la speranza che il recupero del centro storico potesse costituire la base di rilancio della città che deve finalmente trovare il coraggio di parlare di Piano del Traffico che adottato nel gennaio 2003 e pagato profumatamente 180.000,00 euro giace in qualche polveroso cassetto dell’amministrazione.
Altra occasione sprecata per parlare di graduale dismissione dei mezzi privati di trasporto; per varare un nuovo patto con la città ed i cittadini per avviare un percorso di valorizzazione del territorio che vede oggi spregiudicate figure imprenditoriali e professionali solo interessate all’ulteriore deturpamento del territorio inteso come bene da saccheggiare e non da tutelare.
La questione del Centro Storico va sottratta alla polemica, pur fondata, delle opere pubbliche incompiute e ricondotta nell’alveo della cosa comune più nobilmente intesa ed è giunto il momento di dare risposte concrete a domande precise che giungono dalla Città, stanca di essere considerata fanalino di coda tra i Comuni più importanti della provincia.
Francavilla Fontana 03.11.2009

Il Coordinatore di circolo del P.D.
Marcello Cafueri
Il capogruppo in C.C. del P.D.
Tommaso Resta

mercoledì 30 settembre 2009

COMUNICATO STAMPA – 30 settembre 2009


Il Partito Democratico di Francavilla esprime solidarietà piena al Sindaco e all’Amministrazione comunale per il grave e vile atto intimidatorio reiterato da ignoti nei confronti delle istituzioni francavillesi.
Nel contempo manifesta seria preoccupazione per gli episodi di criminalità che hanno interessato il territorio di Francavilla negli ultimi tempi e che non possono essere considerati avvenimenti isolati, bensì chiaro sintomo del diffondersi di fenomeni malavitosi gravi e di probabili, inquietanti scenari futuri, in grado di mettere a repentaglio, oltre che la vita pubblica della città, anche la sua economia e la sicurezza dei cittadini.
Si chiede quindi a tutte le forze politiche la convocazione di un Consiglio Comunale monotematico sulla questione, alla presenza dei rappresentanti del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico.

La Segreteria del PD

mercoledì 9 settembre 2009

Eugenio Piovano: un parere sulle tre mozioni

Note sulle mozioni congressuali


Le mozioni non differiscono in modo sostanziale nell’analisi dei problemi strutturali del nostro paese, né relativamente alle “ricette” che vengono proposte: uguaglianza/regole, merito, qualità, coraggio/fiducia, sono parole d’ordine che ricorrono, inserite in documenti più o meno strutturati (la trovata della wiki-mozione di Marino è molto divertente!). Forse anche perché sono state scritte a ridosso delle elezioni europee, il riferimento all’Europa è presente in tutte ed opportunamente valorizzato.

Le differenze emergono a mio parere soprattutto (anche se forse più per quello che non è scritto che non per quello che è il testo letterale) relativamente alle prospettive politiche ed alla natura del partito.

Inizio da quest’ultima perché è quella che implica questioni che incidono significativamente sulle norme statutarie e non solo su aspetti di linea politica, più o meno contingenti.

Bersani su questo punto è molto chiaro: …. “dobbiamo porci la questione se essere davvero un partito”… e quindi illustra alcuni dei caratteri distintivi…..“la sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto”…”il PD coinvolge gli elettori, attraverso le primarie, per selezionare le candidature alle cariche elettive”….”partecipa alle primarie di coalizione con un proprio rappresentante scelto da iscritti e organismi dirigenti”.

La posizione di Marino è nettamente diversa:…..” un partito frutto della partecipazione dei suoi aderenti e dei suoi sostenitori”…”un partito che non sia di nessuno perché è di tutti coloro che ritengono di poter partecipare alla sua vita democratica”….”che si ponga il tema del rapporto costante con il proprio elettorato”….”un partito primario e dopario (!?), capace di aprire alla società la scelta delle persone e delle idee che promuove”.

Su questo punto Franceschini è più sfumato (accenna alla necessità di modifiche statutarie) anche se: “..non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del PD, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l’elezione degli organismi territoriali, affiancando a loro gli elettori, da chiamare nei momenti delle grandi scelte, com’è certamente l’elezione del segretario nazionale…”.

Il problema di fondo è, a mio parere, chiarire se e in che misura, il raggiungimento degli obiettivi di trasformazione del nostro Paese (comuni a tutte le mozioni) sono effettivamente correlati con quelle che sembrano a prima vista questioni meramente organizzative o di assetto istituzionale.

La prima è quella che riguarda la coincidenza tra leadership e premiership, il fatto cioè che il segretario del partito sia automaticamente candidato a premier. E’ una norma statutaria che, da sempre, mi ha convinto poco. Bersani sembrerebbe escluderla automaticamente (in effetti, sembrerebbe contrario anche all’elezione del segretario mediante le primarie); Marino e Franceschini, che invece vogliono il segretario eletto con primarie, su questo punto non dicono, ma, in effetti, a mio parere, ha un senso individuare con primarie il segretario solo se questo è portatore del progetto di governo (questa è la motivazione ad esempio che avanza Morando). D’altra parte, tale regola non vale per il livello regionale (e questa sarebbe, se effettivamente fosse valido tale nesso, una evidente contraddizione dello statuto attuale).

Alla individuazione della premiership viene legata (sempre da Morando) la questione della “vocazione maggioritaria” del partito. Bersani ne fa un accenno – un po’ banale - trattandola in negativo (“vocazione maggioritaria non significa rifiutare le alleanze”); Franceschini non ne parla proprio, limitandosi ad affermare che “…non torneremo a riconoscerci nelle provenienze che abbiamo scelto liberamente e consapevolmente di lasciare alle nostre spalle…”; Marino fa riferimento ad un partito “che abbia un forte respiro maggioritario, che costruisca le proprie alleanze a partire dal proprio profilo…. non in base alla convenienza elettorale”. Riterrei utile che su questo punto si approfondisse la discussione.

Personalmente ho sempre inteso che per vocazione maggioritaria si intendesse il superamento della tradizionale “divisione del lavoro” per cui la sinistra (il partito della sinistra), attraverso l’alleanza con il “centro moderato”, tendeva a conquistare la maggioranza del paese. La nascita del PD doveva sancire tale superamento, connotando il partito come forza di centrosinistra (non più solo di sinistra) rappresentante dell’insieme dei ceti produttivi (non solo del lavoro dipendente). Se ciò non fosse, mi parrebbe fondata la critica di chi vede, nella riproposizione della “politica delle alleanze” da parte di Bersani, un ritorno alle origini, nel solco di una evoluzione PCI-PDS-DS, che, pur degna, ritengo non adeguata alle necessità del paese.

E’ questo, a mio parere, un punto fondamentale da chiarire. Allora la discussione sulle alleanze (“da soli si può fare poco”) assume un carattere più tattico che strategico e la valutazione sulle scelte conseguenti, ad esempio privilegiare una prospettiva di breve (le elezioni del 2010 – Bersani) o di più lungo periodo (Franceschini e Marino), diventa più legata ad una scadenza congressuale ordinaria che non ad un “congresso fondativo” (Bersani).

Bersani ha dalla sua la capacità provata (sul tema della credibilità tornerò ancora successivamente) di saper interpretare le istanze di cui sopra. Sarebbe utile, per quanto mi riguarda, che precisasse se tale connotazione del partito è confermata o meno.

La seconda questione, apparentemente più scontata, riguarda le primarie.

L’uso delle primarie per selezionare la classe dirigente del partito (nello statuto attuale si determinano in questo modo non solo i segretari nazionali e regionali, ma anche le corrispondenti assemblee), mi pare effettivamente un punto discriminante. Essere un “partito aperto” presuppone necessariamente tale modalità? Bersani la esclude chiaramente (in effetti, tra le caratteristiche del partito – popolare, riformista, dell’uguaglianza etc – non comprende la dizione “partito aperto” e parla genericamente di “apertura agli elettori”). Franceschini parla di partito aperto ma non dice attraverso quali meccanismi si concretizza tale apertura; Marino, con la formula di “partito primario”, sembra riconfermare il meccanismo esistente.

Comunemente accettato mi pare il meccanismo delle primarie per l’individuazione delle cariche elettive (Bersani introduce il riferimento alle elezioni in cui non sia presente il voto di preferenza – sembra quindi limitarla, allo stato attuale, alle elezioni politiche ed a quelle provinciali). Solo Bersani afferma un punto fondamentale, con cui concordo: “…Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione…” In effetti, parlare in astratto di primarie senza che ne siano precisate le regole (a partire dalla trasparenza nei meccanismi di reperimento ed utilizzazione delle risorse economiche da parte dei candidati) lascia spazio a tutti quei rischi plebiscitari e di distorsione che Bersani paventa.

Qualche dubbio ce l’ho sul punto in cui si subordina la partecipazione alle primarie alla designazione da parte del partito. Troppe volte sono stato testimone di consultazioni-farsa all’interno del PCI-PDS-DS, per non guardare con sospetto ad una simile prospettiva. Si dirà: ma la vita interna del partito sarà regolata da norme precise. E’ vero, ma dal momento che vogliamo che anche le primarie siano regolate da norme precise, sottrarre un “grado di libertà” al sistema mi lascia, in questo caso, perplesso.
La democrazia interna deve essere, a mio parere, uno dei punti qualificanti del dibattito congressuale. Apprezzo, in questo senso, lo sforzo (anche didattico: che cos’è un partito? cosa significa democratico?) che fa Bersani nell’essere il più possibile chiaro e sintetico sul punto.

Quando mi fu chiesto che cosa mi aspettassi dal PD, risposi: “di non essere disturbato troppo frequentemente” (si votava, al tempo, su qualcosa praticamente ogni quindici giorni). La battuta sintetizzava una mia convinzione profonda: la democrazia, per essere, deve essere organizzata. Poiché non posso (e non voglio – su molte questioni mi mancano le informazioni sufficienti per una decisione consapevole) essere chiamato ogni volta a decidere, vorrei che le decisioni che altri prendono necessariamente per me avvenissero mediante meccanismi trasparenti (voto). Inoltre, è per me un fattore di garanzia che la decisione scaturisca attraverso il confronto tra molti (non troppi) piuttosto che non per illuminazione di un singolo (ancorché votatissimo).

Formule vaghe “partito a rete”, “partito non gerarchico ma di relazioni”, “partito strutturato perché partecipato” etc. nascondono in genere prassi plebiscitarie che non condivido. L’esperienza di questi primi venti mesi del PD non è stata certamente incoraggiante sotto questo profilo. In questo senso ho aderito, a suo tempo, all’iniziativa del Jolly Marina; in questo senso ho votato contro (purtroppo da solo) l’ elezione di una Direzione pletorica e manifestamente inadeguata per essere luogo di effettiva decisione. “…Gli organismi dirigenti ad ogni livello saranno composti in un numero ragionevole per consentire una discussione politica efficace e scelte consapevoli..” questa è la promessa che ci fa Bersani. E Bersani è uomo d’onore, direbbe Shakespeare.

La credibilità di chi formula una proposta, oltre ovviamente al contenuto, è infatti un fattore importante nella mia decisione. La presenza accanto a Bersani, di figure come Letta o come Bindi contrastano l’accusa di un “ritorno al passato” che pure viene formulata alla sua proposta. A livello locale, la candidatura di Lorenzo Basso rappresenta un forte segnale di discontinuità rispetto alla logica di conservazione dei vecchi gruppi dirigenti.

Si osserva, almeno nella realtà ligure, la presenza nello schieramento pro Bersani di gran parte del ceto politico di provenienza comunista. Ciò è in parte naturale dal momento che la sua proposta di partito, come pure il richiamo al lavoro “…se il lavoro perde dignità la democrazia si indebolisce….”, sono certamente quella più vicine a quel tipo di formazione e sensibilità; in parte si scontano fenomeni di opportunismo inevitabili nell’ambito di chi “dipende” dalla politica (todos bersanianos).

Anche in questo senso, la candidatura di Basso rappresenta un punto di forza per lo schieramento Bersani, soprattutto in proiezione esterna, che riterrei opportuno valorizzare al massimo.

E’ però altrettanto vero che, affinché la proposta di Bersani risulti pienamente credibile, almeno per quanto mi riguarda, il peso di quella che io chiamo negativamente “la ditta” (Bersani ha dato a questo termine un’accezione positiva ma si riferiva al PD), vale a dire quell’intreccio di interessi e di poteri, che ci portiamo dietro dal vecchio PCI, deve essere ridimensionato.

Ciò tanto più dal momento che voteremo su liste bloccate (questa si che mi pare veramente una norma da cambiare!). Mi sembrerebbe veramente contraddittorio che assumessero un ruolo di primo piano coloro che hanno sempre frenato il cambiamento (dalla “costituente del nulla” in poi….), con la scusa che “bisogna rimettere ordine nel partito”. Ciò non vuol dire rifiutare il contributo di chi, per esperienza, ha certamente qualcosa da insegnare; dico solo che occorre cominciare davvero a fare selezione tra chi ha le carte in regola per guidare quello che deve comunque essere un cambiamento vero e chi no.

Collegato al ragionamento di cui sopra è il tema dei cosiddetti “apparati”. A torto o ragione questa è un’argomentazione in grado di influire significativamente sull’orientamento degli elettori delle primarie (“…un partito che non viva di contraddizioni…apparati versus società civile….” Marino).

Sul fronte Franceschini, Roberta Pinotti, in una recente intervista, ne parla come di “…chi si sente in diritto di rileggere il volantino per l’ok definitivo, senza avere un qualsiasi ruolo…”. Non sono un frequentatore di Piazza de Marini per valutare se ciò corrisponda o meno al vero; è però verosimile e tanto basta per rafforzare in me la convinzione che il problema del “controllo politico” degli apparati esiste. Ciò soprattutto nella prospettiva, che mi convince, della mozione Bersani, di un partito strutturato.

Solo in questo modo mi pare, tra l’altro, possibile riportare all’interno del partito quei momenti di elaborazione e confronto sui contenuti che oggi sono di fatto sviluppati all’esterno (associazioni etc) e che costituiscono, insieme alle esperienze nelle amministrazioni, momenti di formazione permanente, non sostituibili da estemporanee “scuole”. Ciò pone, peraltro, il problema delle risorse economiche, del loro reperimento ed utilizzo, su cui, mi pare ci sia ancora molto da discutere.

Vorrei concludere con la considerazione che qualunque sia la mozione che si affermerà, grazie al significativo “mescolamento”di vecchi gruppi dirigenti che si è verificato, non ci sarà nessun ritorno al passato e l’opzione del PD avrà comunque vinto.

In effetti, mi ero schierato a suo tempo con Letta, (sperando fino all’ultimo che si candidasse Bersani), oltre che per la scarsa fiducia che nutrivo nelle capacità di Veltroni per quello specifico ruolo, anche per il sapore plebiscitario, frutto dell’accordo di potere tra vecchi gruppi dirigenti, che aveva assunto la sua candidatura (ricordate le diverse liste in appoggio al candidato unico?) e che mi facevano dubitare della possibilità di affermazione delle nuove istanze.

Adesso questo rischio non c’è: il confronto è vero, il risultato non predeterminato, l’affermazione del nuovo possibile. Anche se sono fortemente orientato ad appoggiare la mozione Bersani (a meno che non mi vengano proposte immangiabili polpette a livello di liste da votare) non mi sentirei sconfitto se prevalessero altri. Un senso, questa storia, ce l’avrebbe comunque.


Eugenio Piovano

Genova, 17 Agosto 2009

martedì 8 settembre 2009

Comitato pro Bersani a Francavilla Fontana



Si è costituito anche a Francavilla Fontana il comitato pro Bersani Segretario in vista del congresso e del voto che il 25/10/2009 eleggerà il nuovo segretario nazionale ed il segretario regionale del PD.
Responsabile del comitato è l’arch. Mimmo Vozza, della segreteria cittadina del PD. Al comitato, che avrà lo scopo di divulgare e discutere con gli iscritti ed i cittadini i contenuti della mozione Bersani sostenendo la candidatura dell’ex ministro alla segreteria nazionale e di Sergio Blasi, sindaco di Melpignano alla segreteria regionale hanno aderito sino ad oggi l’assessore provinciale Maurizio Bruno, il capogruppo in C.C. Tommaso Resta, il consigliere comunale Giacomo Gallone, il coordinatore del circolo Marcello Cafueri, la segretaria provinciale dei Giovani Democratici Valentina Paciullo, nonché i dirigenti Michele Mazzarella, Ilaria Di Brindisi, Silvano Salerno, Giovanni Carlucci, Piero Tomaselli, Davide Apruzzese.
Per adesioni ed informazioni ci si può rivolgere alle sedi del PD in via Roma o in vico Salerno o indicando la propria adesione al responsabile del comitato, arc
h. Mimmo Vozza.

giovedì 16 luglio 2009

ALLARGAMENTO DEL COORDINAMENTO CITTADINO DEL PD




Il Coordinamento Cittadino del Partito Democratico di Francavilla Fontana, riunitosi martedì 14 luglio 2009 nella sede del Circolo di via Roma, ha proceduto, ai sensi del Regolamento di Circolo, alla nomina di 14 componenti dell'organismo dirigente, che si aggiungeranno agli attuali, segnatamente individuati in: Davide Apruzzese, prof. Paolo Caramia, Giovanni Carlucci, Antonio Chianura, dott.ssa Ilaria Di Brindisi, Arcangelo Di Coste, prof. Vincenzo Garganese, dott. Antonio Romano, Silvano Salerno, Donatello Sibilio, Cosimo Sternativo, avv. Carlo Tatarano, Pietro Tomaselli, Dott. Cosimo Torino.
Nella stessa seduta il Coordinamento ha provveduto a nominare nella Segreteria il geom. Michele Mazzarella e l'arch. Mimmo Vozza.

La Segreteria del Partito Democratico

martedì 5 maggio 2009

Al Commissario Prefettizio: nomina degli scrutatori e gestione degli spazi elettorali



Al Comm. Prefettizio, dott.ssa Maria Antonietta Olivieri
Francavilla Fontana

In occasione delle elezioni amministrative ed europee del 6-7 giugno 2009, stante l’avvenuta decadenza del Consiglio Comunale e degli organismi diretta espressione di detto Organo, nell’imminenza della nomina degli scrutatori da assegnare ai seggi, si comunica, anche in riferimento alle notizie apparse sugli organi di stampa locali, che il Partito Democratico ritiene decaduta la Commissione Elettorale e che debba essere la S.V. a procedere, secondo legge, alla nomina degli scrutatori attingendo, attraverso il metodo del sorteggio, dall’apposita Lista degli Scrutatori.

Si chiede, altresì, di voler mettere in atto tutti i necessari controlli al fine di contrastare la diffusa pratica dell’affissione abusiva dei manifesti elettorali e/o la loro collocazione al di fuori degli spazi previsti dalla legge, anche all’interno dei comitati elettorali.

Con osservanza,
per la Segreteria del Partito Democratico
di Francavilla Fontana
Marcello Cafueri