domenica 20 dicembre 2009

Mozione del PD per l'anagrafe degli eletti al Consiglio Comunale



Egr. Sig. Sindaco
Egregi signori componenti della Giunta
Egregi colleghi Consiglieri Comunali
del Comune di Francavilla Fontana

oggetto: mozione inerente la “istituzione della anagrafe degli eletti”.

In un periodo in cui dilaga l’anti-politica maggiore è il rischio di investirla di indiscriminati attacchi per colpire senza distinzione anche chi fa il proprio dovere e lavora per restituirle dignità.

Si impone sempre più la necessità di rispondere, a tutti i livelli, con segnali contrari a quelli che purtroppo sempre più spesso giungono da più parti, negando risposte serie ai cittadini ansiosi di esercitare il doveroso controllo sull’attività dei propri eletti affermando così un principio di trasparenza dell’azione amministrativa degna di uno Stato liberale e realmente democratico che si apre al controllo popolare.

Per questa ragione, i sottoscritti Consiglieri del Partito Democratico, ritenuto di condividere il suggerimento propositivo giunto dagli amici del Partito Radicale; rilevata la necessità di invogliare il cittadino all’impegno civico; di contribuire a gettare le basi per la costruzione di un rapporto nuovo fondato sul rispetto della politica intesa come res publica; ricostruire un chiaro rapporto con chi seriamente e costruttivamente intende sottoporsi al giudizio dei cittadini e dei propri elettori,
Chiediamo
di istituire l’anagrafe degli eletti a livello cittadino sulla base della quale realizzare un monitoraggio ed una pubblicazione di tutte le attività dei consiglieri e assessori comunali.

PREMESSO CHE
§ il T.U.E.L. approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, all’art. 10, recita: “Diritto di accesso e di informazione”, comma 1 cita: “Tutti gli atti dell’amministrazione sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione…” e che nello stesso art. 10 comma 2 vengono individuate indicazioni per garantire tale diritto di accesso e di informazione demandando comunque ad apposito regolamento le modalità di esercizio;
si rende opportuno e necessario agevolare anche tecnicamente il diritto di accesso e di informazione dei consiglieri come presupposto indispensabile alla garanzia di trasparenza e di buona amministrazione dell’ente, di cui in premessa;
VISTA
la volontà crescente da parte del cittadino utente di ricevere un’informazione dettagliata sulle attività deliberative e di gestione dell’Amministrazione comunale;

Il Consiglio Comunale
DELIBERA

che sul sito istituzionale del Comune di Francavilla Fontana siano disponibili:

1) di ciascun Consigliere Comunale i seguenti dati:
• Nome e cognome, luogo e data di nascita
• Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un’anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo;
• I rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune
• Dichiarazione da parte dell’eletto dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile, nell’esercizio del mandato
• Atti presentati con iter fino alla conclusione
• Il quadro delle presenze ai lavori dell’istituzione di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa

2) del Sindaco e di ciascuno dei membri di giunta i seguenti dati
• Nome e cognome, luogo e data di nascita
• Il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di un’anagrafe degli eletti e, di ciascuno, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo
• Lo stipendio, i rimborsi, e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune
• Dichiarazione da parte del Sindaco e di ciascun membro di giunta dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile, nell’esercizio della funzione,
• Registro delle spese comprensive delle spese per lo staff, spese per gli uffici, spese per i viaggi comprensive di quelle dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie
3) il bilancio annuale, il bilancio pluriennale, la relazione previsionale e programmatica, il piano degli investimenti, il piano esecutivo di gestione ed il documento di programmazione finanziaria, comprensivo di tutti gli allegati e in particolare l’elenco delle ditte fornitrici e delle consulenze
4) le delibere approvate,, suddivise per anno, argomento, presentatore, iter; le delibere devono poter essere rintracciate sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascuna delibera deve essere inserita sul sito entro 15 giorni dalla sua approvazione
5) l’archivio degli altri atti del Comune approvati o, per interrogazioni e interpellanze, con iter concluso: mozioni, ordini del giorno, presentatore, iter; tutti gli atti devono poter essere rintracciati sia con la ricerca avanzata, sia con la ricerca libera nel testo. Ciascun atto deve essere inserito sul sito compatibilmente con le disponibilità dell’incaricato per la gestione del sito e comunque non oltre 15 giorni dalla sua approvazione.
6) i bandi e gli esiti di gara.

8) un elenco in merito all’intera attività degli incarichi esterni (incarichi, studi, progettazioni, contratti a tempo determinato…); per ogni incarico devono risultare in maniera omogenea le seguenti voci: ufficio proponente, soggetto assegnatario, tipologia dell’incarico (studio, progetto, prestazione, contratto a tempo determinato), ammontare pecuniario riconosciutogli, data di conferimento e di scadenza dello stesso, se trattasi di nuovo incarico, viceversa data di rinnovo se l’assegnatario ha già usufruito precedentemente di un incarico dell’amministrazione, comprensivo delle attribuzioni attualmente in essere o assegnate da questa Amministrazione; obbligo di dichiarare se i consulenti hanno rapporti di consulenza con le società controllate o partecipate dal comune e per quali importi, obbligo di dichiarare che i consulenti non hanno condizioni di incompatibilità (ad esempio dipendenti di enti pubblici che per legge o per regolamento stabiliscono alcune incompatibilità tra funzione pubblica e lavoro autonomo).

9) per ogni Società controllata dal Comune (anche quelle controllate attraverso una partecipata) la Ragione Sociale, i dati essenziali di bilancio, i nominativi dei consiglieri di amministrazione ed i relativi emolumenti.


Tutti i dati di cui sopra debbono essere accessibili e in un formato standard aperto (XML)

Francavilla Fontana 14.12.2009

I consiglieri Comunali del PD

Tommaso Resta, capogruppo
Maurizio Bruno, consigliere
Giacomo Gallone, consigliere.

martedì 15 dicembre 2009

Primo Congresso di Circolo del PD



RELAZIONE DEL CANDIDATO ALLA CARICA DI COORDINATORE DI CIRCOLO MARCELLO CAFUERI.
CONGRESSO DI CIRCOLO PD-FRANCAVILLA FONTANA
13-12-2009 – Teatro Imperiali – Francavilla Fontana
* * * * *
Il nostro primo congresso cittadino si svolge in una fase storica e politica di rilevanza straordinaria ed eccezionale. Voglio qui indicare tre esempi significativi di come la realtà ed i punti di riferimento di chi oggi si occupa di politica siano radicalmente cambiati rispetto al secolo che ci siamo lasciati alle spalle.
Il Presidente della Nazione occidentale più importante del mondo è un afro-americano che nonostante sia nel contempo il capo del più grande esercito del mondo, riceve ad Oslo il premio Nobel per la Pace. Riconoscimento solo apparentemente contraddittorio perchè nei pochi mesi di amministrazione, Obama ha operato una netta discontinuità rispetto alla politica militare del suo predecessore e perché, soprattutto, ha ridato speranza e fiducia alle popolazioni dei Paesi che attendono da troppo tempo di svilupparsi e di liberarsi dal debito e dalla povertà diffusa.
In questa settimana poi si tiene a Copenaghen, il vertice di tutte le nazioni per discutere di cambiamento del clima nel mondo e dei loro effetti sul pianeta e quindi sulle generazioni future. Si prende coscienza, forse tardivamente, della necessità di ridurre o riconvertire i processi industriali e produttivi sino ad oggi avviati senza alcun limite, nella consapevolezza, ci auguriamo, di considerare l’economia e lo sviluppo indissolubilmente legati alla tutela dell’ambiente ed anzi ad essa strettamente connessa, come dimostrano i richiami sempre più incisivi dei governi progressisti, Obama in testa, alla “green economy”, all’abbandono della dipendenza dal petrolio, ed alla sostenibilità della crescita nel nostro pianeta.
Infine voglio indicare un tema che reputo di decisiva importanza per il futuro delle nostre popolazioni che, si lega fortemente al precedente, anche se con caratteristiche del tutto nuove e inquietanti. Parlo della privatizzazione dell’acqua, bene comune e di uso pubblico per eccellenza, che mai nessuno avrebbe potuto immaginare potesse diventare oggetto di appetiti di multinazionali che vorrebbero mercificarlo secondo logiche di profitto neo-liberiste che vanno combattute ad ogni livello con ogni mezzo a partire dalle Regioni e dai Comuni.
Su questi temi peraltro il Governo di centrodestra ha già lanciato segnali negativi e preoccupanti, come le resistenze, in un’ottica di sconcertante quanto anacronistico neo-protezionismo, alle politiche di riduzione delle emissioni di CO2 o l’annunciata ripresa di politiche energetiche pesanti, con il ricorso al nucleare e l’assenza di politiche di investimento nelle fonti rinnovabili. Sull’acqua poi si è già deciso di procedere alla sua privatizzazione. E questa è l’unica liberalizzazione, peraltro in senso centralista ed autoritaria, attuata del Governo di centrodestra che si è invece opposto con forza, lo ricordiamo, alle vere liberalizzazioni operate in favore dei cittadini e dei consumatori e contro situazioni di monopolio e privilegi di casta, dai governi di centrosinistra e dall’allora ministro Bersani, negli scorsi anni.
Per la verità sono molti i temi di cui vorremmo discutere con i cittadini e su cui il governo in carica ha mostrato tutti i suoi limiti. Per questo abbiamo organizzato l’iniziativa che ci ha visto protagonisti nelle giornate dell’11 e del 12 dicembre in tutta Italia denominate 1000 piazze per l’alternativa.
Purtroppo Berlusconi fa di tutto e lo fa con scientificità, a mio parere, per sviare e mitigare l’attenzione dei cittadini da temi scottanti ed epocali come quelli di cui ho fatto cenno spostando l’attenzione dei media e della politica sui suoi problemi personali, assumendo un atteggiamento vittimistico ed artificioso tutto volto a soddisfare i suoi molteplici interessi e a risolvere i suoi problemi personali.
Questo non è più accettabile.
L’attuale situazione politica e istituzionale del Paese è sicuramente tra le più difficili e controverse che la storia repubblicana abbia mai vissuto.
L’attacco virulento da parte del ns. premier agli assetti, agli organi ed alle garanzie costituzionali, la minaccia continua alla libertà di informazione, le spinte separatiste, antimeridionalistiche ed antieuropeistiche, soprattutto della Lega Nord, la teorizzazione di politiche xenofobe, sono motivo di seria preoccupazione per le forze progressiste e riformiste del Paese e non sembra azzardato paventare una pericolosa deriva autoritaria della nostra democrazia.
Inoltre si tenta con programmi i tipo populista e demagogico di porre mano a riforme nel campo della scuola con un attacco senza precedenti all’istruzione pubblica ed alla ricerca, o in quello della giustizia, con il tentativo di ridimensionare significativamente il ruolo di garanzia e di terzietà della magistratura e con interventi “ad personam” utili solo a garantire l’impunità di alcuni o di un solo potente.
Per non parlare del tema della “sicurezza dei cittadini” strumentalmente brandito come una clava per contrastarle amministrazioni locali di centrosinistra ed il governo Prodi, salvo dimostrarsi, alla prova dei fatti, come si siano operati corposi tagli alle risorse delle forze dell’ordine mentre i fenomeni della piccola criminalità e del degrado cittadino sembrano non essersi affatto attenuati ed anzi in alcuni casi addirittura aggravati. Inoltre nell’attuale legge finanziaria si vuole introdurre la vendita dei beni confiscati alla mafia, che non porterebbe ad altro risultato se non quello di consentire alla mafia di rientrarne in possesso.
Questi sono alcuni esempi di come opera il Governo che si autoincensa definendo la propria, come politica del fare.
Tutto quanto sopra in un quadro internazionale e nazionale di profonda crisi economica che ha ancor più evidenziato l’incapacità delle forze di governo di dare risposte concrete ed efficaci alle migliaia di famiglie in difficoltà, ai lavoratori licenziati o in C.I.G., ai precari, ai pensionati, alle centinaia di piccole e medie imprese che vedono sempre più allontanarsi prospettive di sviluppo e di crescita della loro attività, mentre il governo a colpi di fiducia (ben 27 dall’inizio della legislatura) approva una legge finanziaria inadeguata e di scarsa incisività nella risoluzione dei problemi del Paese, rinunziando al sacrosanto confronto parlamentare sulla legge di bilancio.
Si tenta addirittura di fare cassa utilizzando il TFR accantonato dalla aziende in questi anni, o di creare tesoretti attraverso dei veri e propri condoni mascherati, quali quello del c.d. “scudo fiscale”, sostanzialmente penalizzando i deboli ed i lavoratori e premiando i furbi, ovvero lo stesso Presidente del Consiglio che è anche imprenditore e che è socio di una delle più importanti banche che oggi sono tra le più impegnante, guarda caso, ad offrire assistenza a chi fa ritornare i capitali dall’estero.
Tutto quanto sopra, seppur schematicamente e sinteticamente evidenziato, rende ancor più pregnante e decisivo il ruolo di una grande forza politica quale è la nostra.
La difficile sfida da lanciare in questa fase è quella di costruire un’opposizione nel parlamento e nel Paese che sappia arginare gli atti di forza del governo e rendere, nel contempo, visibile e concreta un’alternativa alle destre e alla Lega Nord, nella difesa dei principi fondamentali della Costituzione, nel garantire maggiore efficienza ed equità nell’azione dello Stato, nel tutelare le categorie e le classi più deboli del nostro paese, nel favorire e sostenere lo sviluppo del Mezzogiorno, senza mai cedere a tentazioni di sterili movimentismi, a demonizzazioni dell’avversario politico o peggio, a facili proclami populistici e inconcludenti.
In particolare, il meridione d’Italia dovrà essere sempre più considerato strategico in un’ottica non più solo nazionale, ma europea e mondiale, che guardi al Mediterraneo ed ai paesi che vi si affacciano, per creare sinergie e occasioni di reciproco sviluppo.
Sulle politiche del Mezzogiorno, su un patto meridionalista a difesa delle prerogative del Sud, oggi si è aperto un terreno reale di confronto e di dialettica con le forze che si oppongono, anche dall’interno del centro destra, ad un governo che ha brillato nel suo antimeridionalismo a partire dalla compagine di governo che è formata da ministri che, come ricordava D’Alema qualche tempo fa anche a Francavilla, è composto per un 80% di ministri che provengono addirittura dall’Oltrepò e sulla quale la Lega esercita quella che si definisce una “golden-share”, cioè la capacità di determinare e condizionare continuamente l’agenda politica dell’esecutivo.
Decisivo sarà, quindi, nel futuro, propiziare alleanze le più ampie possibili con chi è oggi all’opposizione del governo di centrodestra ma anche con chi non si riconosce più nel centrodestra illiberale ed eversivo messo in campo dal Cavaliere, sia nel Parlamento che nella società, per aprire una nuova stagione politica di alternativa alla destra.
In questa direzione il partito ha dimostrato di voler marciare con più speditezza e convinzione scegliendo alla sua guida un uomo come Pierluigi Bersani, e abbandonando quell’idea di partito a vocazione maggioritaria che è apparsa, allo stato, velleitaria e improponibile.
Il processo politico ed organizzativo avviato con le Primarie e con l’elezione del segretario nazionale e dei segretari regionali ha dato le prime risposte positive a queste esigenze ed oggi possiamo affermare che l’obiettivo dell’alternativa è possibile, soprattutto se si saprà dare continuità ai momenti di straordinaria partecipazione democratica, quali sono state le primarie, rapportando saldamente il partito con il territorio e dotando sempre di più le strutture territoriali di reale autonomia organizzativa e politica, in senso autenticamente federale.
Inoltre le elezioni primarie consentono, tranne qualche rara e biasimevole eccezione, di creare condizioni di maggiore coesione e amalgama di sensibilità ed esperienze diverse presenti nel nostro interno, riducendo, se non eliminando del tutto, fenomeni di contrapposizione e lotta intestina da cui, forse, troppe volte siamo stati avviluppati con esiti fortemente negativi e addirittura paralizzanti per l’azione del Partito.
Le primarie comunque, se vogliamo che siano uno strumento fondamentale per la partecipazione alle scelte del partito, occorre che siano disciplinate attraverso regole più certe, come ad esempio l’istituzione di un albo dei sostenitori del PD e con una delimitazione delle cariche per le quali è possibile fare ricorso alle stesse.
Dovrà però, a mio giudizio, istituirsi l’obbligatorietà delle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento, almeno fino a quando sarà in vigore l’attuale tanto, ma mai troppo, vituperata legge elettorale per le elezioni politiche.
Per quanto riguarda la nostra città è bene ricordare che questo partito, che ha raggiunto e superato comunque la ragguardevole cifra dei 200 tesserati alla data del 21/07/2009, ha subito, dalla sua nascita ad oggi, dei veri e propri scossoni e terremoti.
Cosa dire in proposito? Si ritiene di poter dire che gli spazi di agibilità politica ed il rispetto delle opinioni divergenti non sono mai stati negati a nessuno. E’ apparso però prevalere uno scarso senso di appartenenza al partito che pure tutti avevamo contribuito a far nascere, per perseguire scopi ed interessi estranei al partito, ed anzi che presupponevano un suo indebolimento. Non è mai apparsa una linea alternativa ed uniforme a quella della segreteria, ma solo veti da una parte e peggio ancora, tentativi di accordi innaturali e avventuristici dall’altra. Sono apparse nella nostra discussione tante idee confuse e contraddittorie oltre che politicamente sbagliate.
Basta rileggere oggi le innumerevoli prese di posizione dei c.d. dissidenti, apparse diffusamente sugli organi di stampa, per verificarne la loro miopia e inadeguatezza.
Il partito ha tenuto fede ad una linea che è apparsa chiara sin dal suo inizio sul piano comunale e provinciale e le vicende che da qualche tempo seguiamo a livello regionale lo dimostrano. Il Presidente della Regione Nichi Vendola, non ha nascosto di essersi posto l’obiettivo di allargare l’alleanza contro il centrodestra aprendo all’UDC e ad altre forze con il chiaro intento di allargare il fronte e battere Fitto.
Queste riflessioni servono a meglio comprendere quello che accaduto e ci convincono che si è aperta una nuova fase per il centrosinistra e per il nostro Partito.
Per questo occorre continuare l’azione di rilancio del Partito avviata dopo le elezioni amministrative in un “clima nuovo” e svelenito da rancori personali e pregiudizi politici, attraverso innanzitutto un impegno organizzativo in cui vengano utilizzate al massimo tutte le risorse materiali ed umane che il partito ha a disposizione e che sono emerse con l’esperienza dell’ultima campagna elettorale e delle primarie, senza chiusure preconcette verso chi non ha condiviso il nostro percorso ma guardando con attenzione e impegno al mondo giovanile, cioè al nostro futuro, non lesinando alcunché nella concessione di spazi e di risorse verso coloro, le nuove generazioni, che dovranno costituire la nuova classe dirigente del partito.
Incoraggiante è in tal senso l’impegno profuso dai Giovani Democratici nell’organizzazione di iniziative quali la 1^ Festa Democratica nel settembre scorso e la 2^ edizione della Settimana della Cultura nei prossimi giorni.
Ciò è ancor più significativo in una città che negli anni non è stata capace di investire su se stessa e sul suo futuro: che non ha coinvolto i giovani nella propria progettualità, non ne ha ascoltato le esigenze di incontro, di cultura, di lavoro, di aggiornamento. Una città di cui i giovani, lentamente, si sono disamorati, allontanandosi dalla politica, chiudendosi nelle case e nelle proprie cose.
Certo comprendiamo il senso di frustrazione e di impotenza che molti giovani manifestano. Ma se è vero che la politica oggi non ha grande capacità e potere di attrazione esiste però una fitta rete di associazioni, di esperienze di contatti che consentono ai giovani di esprimersi.
Il PD di Francavilla vuole aprirsi sempre di più al mondo giovanile e alle nuove forme di espressione e di dibattito politico, quali i blog ed i social networks. Per questo ci siamo dotati proprio in questi giorni, nel nostro circolo, di una connessione ADSL, mentre da tempo abbiamo un nostro sito internet che aggiorniamo di continuo e attraverso il quale informiamo gli iscritti ed i dirigenti dell’attività del Partito e che consente un aggiornamento continuo e un approfondimento specifico sulle tematiche che interessano il mondo giovanile e la politica in generale.
Nel nostro partito, poi, non si può fare a meno di una più ampia e qualificante presenza femminile capace di dare un contributo di originalità e diversità nell’azione politica che solo le donne possono garantire. Purtroppo su questo versante segniamo dei ritardi evidenti che dobbiamo sforzarci di colmare e superare in un partito che oggi a F.F. si mostra profondamente rinnovato negli uomini e nelle idee e che quindi non può non esserlo anche nella politica delle pari opportunità e nella rappresentanza di genere che non possono rimanere solo dichiarazioni di principio.
Fondamentale dovrà poi essere il ruolo di indirizzo e di consultazione dell’assemblea degli iscritti da convocare con regolarità e assiduità per tutte le scelte essenziali che il partito dovrà assumere, valorizzando ed esaltando il ruolo del tesseramento come forma di adesione attiva e propositiva alla vita del Partito.
Senza che ciò si ponga in contraddizione con il carattere dialogante e allargato del partito che dovrà tenere sempre aperte le sue porte ai contributi degli elettori, dei simpatizzanti, del mondo dell’intellettualità diffusa, di tutte le forze sindacali, di categoria, sociali e culturali che la città annovera.
Si rende pure necessaria nei nostri dirigenti, un’attenzione mirata e puntuale, una presenza più assidua e costruttiva, pur nel rispetto delle autonome specificità e peculiarità, all’interno di quei mondi rappresentativi della vita sociale - a cominciare dalle organizzazioni sindacali - culturale e sportiva della città, che ci ha visto troppo spesso distratti o addirittura assenti.
Anche per venire incontro a questa esigenza il partito ha deciso di organizzare in occasione delle feste natalizie un’iniziativa a scopo benefico in favore della AISLA (torneo di calcio e convegno).
Altro obiettivo da perseguire e realizzare riguarda la formazione all’interno dell’organismo dirigente di forum tematici, di studio, analisi e proposta sulle questioni più scottanti che riguardano la vita politica ed amministrativa del territorio e della città.
Ciò rappresenta un’esigenza ineludibile per contrastare efficacemente il centrodestra francavillese, i suoi metodi di governo e gli interessi che questa parte politica chiaramente difende in spregio della collettività.
Indispensabile è quindi creare momenti di consultazione e di conseguenti decisioni condivise tra il gruppo consiliare e l’organismo dirigente, sulle scelte da compiersi all’interno delle istituzioni in Consiglio Comunale e nelle commissioni consiliari.
Mai come in questa fase i nostri rappresentanti in consiglio comunale abbisognano del contributo di tutto il partito nel difficile compito di un opposizione intransigente ma sempre propositiva, a supporto del loro impegno che comunque deve esprimersi al massimo livello, senza eccezione alcuna, garantendo responsabilmente la presenza costante e vigile in tutte le sedute consiliari e di commissione ed una puntuale ed efficace informazione agli iscritti ed alla cittadinanza dell’attività svolta.
La rappresentanza consiliare, infatti, fortemente ridimensionata nel numero anche per il meccanismo dell’assegnazione del premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale e per la prima volta applicato alle assise comunali francavillesi, è il frutto di scelte che, come detto in precedenza, si giudicano coerenti e lungimiranti, seppur dolorose, compiute prima e durante la campagna elettorale amministrativa, comunque ispirate ad un rigore etico di cui la politica ha sempre più bisogno e il cui esito ha comunque premiato il PD, come dimostra il considerevole numero di voti espressi in favore del solo simbolo, il numero di preferenze riportato dal nostro candidato sindaco, e l’entusiasmo manifestato, dopo le elezioni, dalla quasi totalità dei candidati nella lista che, lo ricordiamo, ha scelto coraggiosamente di correre da sola. Peraltro raggiungendo percentuali di consenso del tutto in linea con quelle raggiunte dal partito a livello provinciale.
Nonostante si rivendichi la ineluttabilità e la coerenza delle scelte a suo tempo compiute, siamo tuttavia convinti che oggi si è aperta una nuova stagione, che dovrà vedere il PD alla ricerca di alleanze le più ampie possibili che nel futuro possano creare le condizioni per fronteggiare e sconfiggere il PDL ed il suo sistema di potere garantendo nel contempo forte discontinuità nei metodi di governo e attenzione alla legalità, alla trasparenza dell’azione amministrativa ed allo sviluppo del territorio.
A Francavilla, questo è un dato innegabile, le ultime elezioni hanno comunque registrato un dato che storicamente avrà grandi influenze nel futuro prossimo della politica cittadina.
Si è cioè frantumato quel blocco sociale, costituito soprattutto da interessi clientelari, dai favoritismi, dai tornaconto personali o di gruppi di potere, che per anni ha rappresentato la vera e propria spina dorsale del sistema di potere del centrodestra.
Che ha comportato negli anni scorsi l’occupazione della macchina amministrativa ed il suo soffocamento, una situazione che ha portato ad uno scioglimento anticipato del C.C., ad un lungo commissariamento, alla paralisi dell’azione amministrativa di cui tante volte abbiamo denunziato l’esistenza e la cui influenza negativa per lo sviluppo della città è sotto gli occhi di tutti.
Pensiamo allo stato di totale abbandono del centro di carico intermodale, alla scomparsa della Fiera Mostra, al fallimento della società partecipata Multiservizi, alle opere pubbliche incompiute, al degrado del centro storico e delle periferie urbane.
Per non parlare sul piano sociale dell’assenza atavica di strutture sportive, della mancanza di spazi agibili per l’attività culturale, delle carenze dell’edilizia scolastica, dei disservizi nelle scuole e negli asili comunali comunali.
Su queste questioni nella nostra città vige il totale l’immobilismo o, se qualcosa si muove, si muove con enormi ritardi rispetto a realtà circostanti alla nostra anche di minore importanza.
Ma se è vero che ha Francavilla il blocco conservatore si è infranto, proprio per questo occorre attrezzarsi e ragionare seriamente su una nuova stagione che si apre e che può consentire alla nostra città di ritagliarsi il ruolo che gli compete.
Una nuova stagione dovrà comportare nuove convergenze quindi con le altre forze alternative al centro destra a partire dal Consiglio Comunale dove il PD si è fatto promotore della formazione di una stanza di consultazione tra tutte le forze di opposizione per meglio coordinare e rendere più incisiva l’azione dell’opposizione.
Va detto però che abbiamo incontrato ancora da parte delle forze presenti in Consiglio Comunale diffidenze e resistenze che ci auguriamo possano dileguarsi in futuro.
E’dell’altro giorno la convocazione di una conferenza stampa dei capogruppo PD-UDC-IDV alla Camera per denunciare pubblicamente l’abuso della fiducia sulle votazioni in parlamento e non si comprende perché iniziative simili non possano essere possibili a livello comunale dove poi spesso i numeri dell’opposizione sono importanti anche per provocare sedute di Consiglio Comunale o impedire che la maggioranza occupi tutte le postazioni anche quelle di garanzia (si pensi tanto per fare un esempio al collegio dei revisori dei conti).
Comunque auspichiamo che possa aprirsi un confronto ed un tavolo con le forze di opposizioni anche su questioni di ordine programmatico.
Le elezioni provinciali di giugno 2009 hanno infatti dimostrato che è possibile creare una concreta alternativa al PDL all’interno di un progetto di nuove alleanze in grado di coinvolgere anche chi si era posto, da sinistra, come alternativo all’attuale Presidente della Provincia.
Per questo noi riteniamo di dover valorizzare al massimo la nostra esperienza all’interno dell’Amministrazione Provinciale che ci vede impegnati in prima persona con un nostro rappresentante francavillese in un assessorato di vitale importanza che ha già avuto modo di dimostrare saldo rapporto con il territorio, capacità propositiva e concretezza dei risultati e che siamo convinti, opererà con ancora maggiore efficacia nel futuro.
L’impegno e il lavoro del nostro assessore devono essere considerati come patrimonio di tutto il Partito.
Presto organizzeremo un’iniziativa con i cittadini di Francavilla per dare informazioni sull’operato della Giunta provinciale e sui progetti che riguardano la nostra città.
Infine l’iniziativa politica del Partito deve puntare ad ottenere alla prossima scadenza delle elezioni regionali una adeguata e qualificata candidatura in grado di rappresentare ed esaltare il ns. territorio e le potenzialità inespresse della città.
A tal proposito si ribadisce che non si potranno accettare supinamente scelte calate dall’alto e non condivise, considerato il ruolo di primo piano che la nostra città riveste nel territorio provinciale e le potenzialità elettorali del nostro partito, già dimostrate con il risultato delle politiche del 2008 (con quasi il 30% dei consensi), il terzo posto nella provincia dopo il capoluogo e la città di Mesagne in termine di voti assoluti e tenuto conto delle già annunciate plurime candidature regionali che il Centrodestra si appresta a mettere in campo.
Mi sia consentita una riflessione su questo argomento delle regionali che oggi sta appassionando, non sempre in modo sereno e pacato, molti nostri dirigenti, iscritti e simpatizzanti.
Io penso che una regola fondamentale della politica sia quella di sottoporre al giudizio di merito chi ha assunto la guida di una coalizione in un’esperienza di governo, quando quella esperienza giunge alla sua naturale scadenza.
E se quel giudizio di merito è positivo non si può pensare a non riconfermare quella esperienza e sottoporla quindi al giudizio degli elettori. Tutto questo è normale e lo deve essere ancora di più per il nostro Partito che di quella esperienza è stato il motore principale.
Questo è il comportamento da assumere in maniera seria e senza timori, perché non bisogna mai temere il giudizio degli elettori se si è fatto il proprio lavoro con coscienza, disinteresse ed efficienza.
Tutto questo non può essere messo da parte per favorire improbabili alchimie o peggio ancora per sottomettersi a posizioni politiche ambigue, trasformistiche e di pura convenienza.
Noi a Francavilla vogliamo partecipare con entusiasmo e convinzione alla prossima scadenza elettorale e bisogna quindi partire con il piede giusto nelle scelte che si compiono a livello regionale, per infondere ai nostri militanti le giuste motivazioni.
Anche per questo si chiede, sin da ora, alla nostra rappresentanza che verrà eletta in seno all’assemblea provinciale di far valere le ragioni forti di un protagonismo che il Partito nella nostra città pretende di avere, non come semplice rivendicazione di carattere localistico ma come base essenziale per arginare e sconfiggere le destre in tutta la realtà provinciale e dare un contributo di spessore alla battaglia per le regionali che ci apprestiamo ad affrontare con il convincimento che si possa continuare l’esperienza esaltante e non priva di originalità, di progettualità e di risultati, avviata dall’attuale Governo Regionale e dal suo Presidente.
La dirigenza che andremo ad eleggere, la segreteria che verrà nominata dall’organismo dirigente spero che vorrà condividere questi difficili compiti e gli irrinunciabili obiettivi di crescita che ci siamo posti.
Tutti insieme dovremo sentirci impegnati con rinnovato entusiasmo e spirito di sacrificio a rendere operativi gli intenti programmatici qui esposti, nella consapevolezza che l’impegno dovrà essere quello di tutti e che dovrà esprimersi prioritariamente nella formazione di una nuova classe dirigente di un Partito nuovo, cosi come lo abbiamo voluto sin dall’inizio di questa fantastica esperienza del PD, una forza in grado di guardare con occhi nuovi e passione cristallina le sfide future che ci attendono per la trasformazione democratica del ns. comune dei ns. territori e del ns. nostro Paese.
il candidato alla carica di Coordinatore di Circolo
Marcello CAFUERI

martedì 1 dicembre 2009

Discarica: la polizza adesso c'è

Francavilla Fontana (Br) – La firma è arrivata: in extremis rispetto all’ultimatum lanciato dal presidente della Provincia Massimo Ferrarese, ma ora c’è. Venerdì scorso i dirigenti di “Francavilla ambiente”, società che gestisce la discarica consortile di contrada Feudo Inferiore, hanno siglato la polizza fideiussoria che obbliga l’azienda a prendersi cura dei destini della stessa discarica anche negli anni successivi alla sua chiusura. E questo perché un deposito colmo di migliaia di tonnellate di rifiuti è tutt’altro che un ammasso inerme. E’una vera “bomba ecologica”, così come l’ha definita lo stesso Ferrarese, che va costantemente tenuta sotto controllo e disinnescata in caso di pericolo. I liquidi più nocivi possono infatti percolare e finire in falda, o peggio. Senza polizza fideiussoria l’azienda non avrebbe avuto l’obbligo di svolgere tali mansioni a discarica ormai dimessa. E forse nessuno l’avrebbe mai fatto. Con tutti i pericoli del caso. Ora non c’è più da preoccuparsi. A riuscire nell’intento, dopo mesi se non anni di attesa, è stato il presidente della Provincia Massimo Ferrarese. Che prima, con le buone, ha chiesto ai responsabili della società di provvedere al deposito del documento. Poi, con le “cattive”, ha preso la situazione in mano chiudendo in poche ore la discarica.

Niente firma, niente lavoro. Una decisione che, al momento della sua comunicazione due settimane fa, ha letteralmente gettato nel panico i nove sindaci dei Comuni appartenente all’Ato Br2 e che utilizza quella di contrada Feudo Inferiore quale propria discarica. Nel timore che al provvedimento potesse fare seguito una vera e propria emergenza rifiuti, con l’immondizia sparsa per le vie delle città in pieno stile Napoli dei tempi peggiori, hanno convocato e tenuto poche ore dopo la comunicazione un incontro per stabilire il da farsi. Con l’assenso del presidente dell’ambito Cosimo Ferretti, i primi cittadini hanno chiesto una seconda riunione, questa volta con Prefetto, da tenersi la mattina successiva.

lunedì 23 novembre 2009

Il PD all'attacco



Si interviene nuovamente sulla questione delle mense della scuola materna di F.F. per ulteriormente e pubblicamente denunciare il comportamento dell’A.C. che all’inerzia sconcertante mostrata fino ad ora, fa seguire dichiarazioni arroganti ed irresponsabili per bocca dell’ass. Bungaro che non ha trovato niente di meglio che sostenere l’assurda tesi che, di fronte al all’annullamento da parte del TAR della procedura con cui veniva affidato il servizio, bene avrebbe fatto l’A.C. a non assumere sino ad oggi nessuna iniziativa. Ciò, lo ricordiamo, nonostante il servizio mensa non sia mai entrato in funzione a distanza di oltre due mesi dall’inizio dell’anno scolastico ed in barba a tutte le promesse ascoltate in campagna elettorale.
La tesi dell’A.C. è inaccettabile oltre che paradossale e non giustifica affatto l’improvvisazione della giunta di fronte ad un servizio di vitale importanza per numerose famiglie francavillesi.
Il PD ha sollecitato da tempo interventi mirati, atti a ripristinare subito il servizio, come l’utilizzo di cucine interne o l’affidamento della fornitura a tempo ad altra ditta, stante l’emergenza e l’essenzialità del servizio pubblico in questione.
Tutta questa vicenda denota invece proprio quello che l’ass. Bungaro cerca maldestramente di smentire: l’A.C., mentre aumenta di 13.000,00 euro le spese per gli addobbi natalizi, taglia i fondi e non intende scucire un solo centesimo per migliorare i servizi sociali , evidentemente ritenuti un settore non meritevole di investimenti, come dimostra inequivocabilmente la situazione delle materne e degli asili nido che hanno visto negli ultimi anni una diminuzione degli utenti fuggiti verso le scuole e gli asili privati, esasperati dagli innumerevoli e continui disservizi.
Il PD si mobiliterà nei prossimi giorni per far sentire in maniera concreta la sua voce e fa appello a tutte le famiglie interessate a mobilitarsi per sollecitare l’A.C., senza ulteriori perdite di tempo ad assumere le doverose e necessarie iniziative per ripristinare il servizio.
Francavilla Fontana, lì 23.11.2009
LA SEGRETERIA DEL PD

mercoledì 18 novembre 2009

CONFERENZA STAMPA



Il Circolo di Francavilla Fontana del Partito Democratico organizza
GIOVEDI' 19 NOVEMBRE 2009, alle ore 12, presso la sede del Circolo in via Roma 17/a
una CONFERENZA STAMPA sul seguente argomento:

"LA SITUAZIONE AMMINISTRATIVA FRANCAVILLESE - LE INIZIATIVE DEL PD".

I rappresentanti degli organi di stampa e di informazione locale sono invitati a partecipare.

Il Coordinatore di Circolo, avv. Marcello Cafueri, e la Segreteria

martedì 10 novembre 2009

La mensa che non c'è



Il Partito Democratico di Francavilla, raccogliendo le numerosissime segnalazioni giunte riguardo l’annoso e ormai reiterato problema dell’apertura (sarebbe meglio dire “chiusura”) della mensa nelle scuole materne, si fa portavoce delle gravi difficoltà delle famiglie francavillesi, specialmente quelle con ambedue i genitori lavoratori.

La problematica è ormai nota: anche quest’anno (e siamo ormai nel mese di novembre), la mensa scolastica è una chimera e la data di apertura ormai una serie di numeri da giocare al lotto. Nonostante, infatti, gli impegni assunti dall’Amministrazione Comunale all’inizio dell’anno scolastico, per l’ennesimo anno il funzionamento del servizio non ha coinciso con l’apertura delle scuole. Tale disservizio fa sì che le famiglie siano costrette a prelevare i figli dalle scuole entro le 13, per garantire ai bambini, in una fascia d’età particolarmente delicata, il rientro a casa per il pranzo.

I disagi per le famiglie francavillesi sono notevoli, e non solo di ordine pratico: se, infatti, per molte famiglie nelle quali ambedue i genitori lavorino è davvero difficile organizzarsi quotidiamente per il prelievo dei bambini, gli effetti peggiori di tale disservizio sono soprattutto di carattere didattico, poiché i bambini perdono, in tal modo, diverse ore di attività, che si dovrebbe protrarre fino alle 16.

Al di là delle note vicende legate all’affidamento del servizio attraverso procedure di evidenza pubblica, che hanno comportato l’avvicendarsi di ditte nella gestione della mensa, la Pubblica Amministrazione non può e non deve esimersi dal garantire questo servizio pubblico essenziale, anche attraverso un intervento straordinario, al fine di consentire l’immediato ripristino del servizio.

Si auspica, inoltre, che il prossimo anno scolastico l’Amministrazione, traendo insegnamento da tali ormai ciclici avvenimenti, possa programmare l’inizio del servizio mensa in contemporanea a quello dell’anno scolastico, il cui calendario viene reso noto con largo anticipo dalla Regione e dalle comunicazione dei Dirigenti scolastici.

La Segreteria del PD

martedì 3 novembre 2009

Il Centro storico ed il finanziamento perduto



Terminata da tempo la campagna elettorale, con il ritorno del sempreverde Sindaco Della Corte tornano prepotentemente alla ribalta i problemi della Città. Mentre si vagheggia con ridicole scimmiottature leghiste di istituzione di ronde cittadine, si assiste impotenti all’incancrenirsi di vecchi e cronici problemi che quest’amministrazione non è in grado di affrontare.
Parliamo del “Progetto di Riqualificazione del Centro storico e delle isole pedonali” opera che avrebbe dovuto essere consegnata nel febbraio di quest’anno. In ausilio agli smemorati ricordiamo che il Piano di Recupero del Centro Antico nasce con la delibera del Consiglio Comunale del 14.7.88 n. 232 e definitivamente approvato con delibera commissariale del 23.01.1996.
Dopo di allora, la storia la scrivono le Giunte del dott. Della Corte che quindi dovrà rispondere alla città di ciò che è stato fatto e meglio di ciò che non è stato fatto. La città attende da 21 anni di avere risposte che non sono mai arrivate.
Mentre nei comuni limitrofi già possono ammirarsi centri storici perfettamente recuperati, Francavilla gode di percorsi solo sulla carta pedonali, di cavi elettrici che deturpano le facciate, di interventi selvaggi che hanno irrimediabilmente danneggiato il basolato delle vie del Centro Storico; di abbandono di abitazioni il cui recupero, nella migliore delle ipotesi, è lasciato alla iniziativa dei privati. Assistiamo in questi anni ad una crescente incuria che ha fatto sì che gli angoli più suggestivi divenissero pubblici orinatoi per non parlar della Piazza Umberto che tra Gazeboni, voragini improvvise, impalcature arrugginite e bagni pubblici trasformati in discariche e a cielo aperto, aspetta inutilmente da anni di avere il volto che si merita di simbolo e cuore pulsante della Città.
Si pensava che con il finanziamento CIPE di ben 4,5 milioni di euro i tanti problemi sarebbero stati risolti ed invece, aldilà del pagamento di corpose parcelle in favore dei progettisti, nulla si è avviato e non si capisce perché!
Da qui la certezza che quel progetto fosse in realtà del tutto inadeguato poiché, oltre che enunciazioni in linea di principio, poco o nulla diceva delle opere primarie (fogna, acqua, luce, gas) che una volta interrate, consentissero interventi successivi di manutenzione senza incidere sul piano viario; La certezze che è mancato del tutto un coordinamento con la sovrintendenza ai beni culturali che puntualmente è intervenuta per bocciare interventi progettuali che stravolgevano l’esistente per disegnare un centro storico nel quale nessuno si sarebbe riconosciuto.
La situazione era stata più volte segnalata negli anni scorsi dal PD, anche in Consiglio Comunale, paventandosi il rischio della graduale e inaccettabile perdita di cospicue risorse pubbliche a causa dei ritardi nell’avvio dei lavori di riqualificazione.
Ora i finanziamenti verranno revocati! Questa allo stato l’unica certezza!
E con essi la speranza che il recupero del centro storico potesse costituire la base di rilancio della città che deve finalmente trovare il coraggio di parlare di Piano del Traffico che adottato nel gennaio 2003 e pagato profumatamente 180.000,00 euro giace in qualche polveroso cassetto dell’amministrazione.
Altra occasione sprecata per parlare di graduale dismissione dei mezzi privati di trasporto; per varare un nuovo patto con la città ed i cittadini per avviare un percorso di valorizzazione del territorio che vede oggi spregiudicate figure imprenditoriali e professionali solo interessate all’ulteriore deturpamento del territorio inteso come bene da saccheggiare e non da tutelare.
La questione del Centro Storico va sottratta alla polemica, pur fondata, delle opere pubbliche incompiute e ricondotta nell’alveo della cosa comune più nobilmente intesa ed è giunto il momento di dare risposte concrete a domande precise che giungono dalla Città, stanca di essere considerata fanalino di coda tra i Comuni più importanti della provincia.
Francavilla Fontana 03.11.2009

Il Coordinatore di circolo del P.D.
Marcello Cafueri
Il capogruppo in C.C. del P.D.
Tommaso Resta

mercoledì 30 settembre 2009

COMUNICATO STAMPA – 30 settembre 2009


Il Partito Democratico di Francavilla esprime solidarietà piena al Sindaco e all’Amministrazione comunale per il grave e vile atto intimidatorio reiterato da ignoti nei confronti delle istituzioni francavillesi.
Nel contempo manifesta seria preoccupazione per gli episodi di criminalità che hanno interessato il territorio di Francavilla negli ultimi tempi e che non possono essere considerati avvenimenti isolati, bensì chiaro sintomo del diffondersi di fenomeni malavitosi gravi e di probabili, inquietanti scenari futuri, in grado di mettere a repentaglio, oltre che la vita pubblica della città, anche la sua economia e la sicurezza dei cittadini.
Si chiede quindi a tutte le forze politiche la convocazione di un Consiglio Comunale monotematico sulla questione, alla presenza dei rappresentanti del Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico.

La Segreteria del PD

mercoledì 9 settembre 2009

Eugenio Piovano: un parere sulle tre mozioni

Note sulle mozioni congressuali


Le mozioni non differiscono in modo sostanziale nell’analisi dei problemi strutturali del nostro paese, né relativamente alle “ricette” che vengono proposte: uguaglianza/regole, merito, qualità, coraggio/fiducia, sono parole d’ordine che ricorrono, inserite in documenti più o meno strutturati (la trovata della wiki-mozione di Marino è molto divertente!). Forse anche perché sono state scritte a ridosso delle elezioni europee, il riferimento all’Europa è presente in tutte ed opportunamente valorizzato.

Le differenze emergono a mio parere soprattutto (anche se forse più per quello che non è scritto che non per quello che è il testo letterale) relativamente alle prospettive politiche ed alla natura del partito.

Inizio da quest’ultima perché è quella che implica questioni che incidono significativamente sulle norme statutarie e non solo su aspetti di linea politica, più o meno contingenti.

Bersani su questo punto è molto chiaro: …. “dobbiamo porci la questione se essere davvero un partito”… e quindi illustra alcuni dei caratteri distintivi…..“la sovranità appartiene agli iscritti, che la condividono con gli elettori nelle occasioni regolate dallo statuto”…”il PD coinvolge gli elettori, attraverso le primarie, per selezionare le candidature alle cariche elettive”….”partecipa alle primarie di coalizione con un proprio rappresentante scelto da iscritti e organismi dirigenti”.

La posizione di Marino è nettamente diversa:…..” un partito frutto della partecipazione dei suoi aderenti e dei suoi sostenitori”…”un partito che non sia di nessuno perché è di tutti coloro che ritengono di poter partecipare alla sua vita democratica”….”che si ponga il tema del rapporto costante con il proprio elettorato”….”un partito primario e dopario (!?), capace di aprire alla società la scelta delle persone e delle idee che promuove”.

Su questo punto Franceschini è più sfumato (accenna alla necessità di modifiche statutarie) anche se: “..non rinunciamo alla scelta che abbiamo fatto alla nascita del PD, di affidare agli iscritti le scelte del partito e l’elezione degli organismi territoriali, affiancando a loro gli elettori, da chiamare nei momenti delle grandi scelte, com’è certamente l’elezione del segretario nazionale…”.

Il problema di fondo è, a mio parere, chiarire se e in che misura, il raggiungimento degli obiettivi di trasformazione del nostro Paese (comuni a tutte le mozioni) sono effettivamente correlati con quelle che sembrano a prima vista questioni meramente organizzative o di assetto istituzionale.

La prima è quella che riguarda la coincidenza tra leadership e premiership, il fatto cioè che il segretario del partito sia automaticamente candidato a premier. E’ una norma statutaria che, da sempre, mi ha convinto poco. Bersani sembrerebbe escluderla automaticamente (in effetti, sembrerebbe contrario anche all’elezione del segretario mediante le primarie); Marino e Franceschini, che invece vogliono il segretario eletto con primarie, su questo punto non dicono, ma, in effetti, a mio parere, ha un senso individuare con primarie il segretario solo se questo è portatore del progetto di governo (questa è la motivazione ad esempio che avanza Morando). D’altra parte, tale regola non vale per il livello regionale (e questa sarebbe, se effettivamente fosse valido tale nesso, una evidente contraddizione dello statuto attuale).

Alla individuazione della premiership viene legata (sempre da Morando) la questione della “vocazione maggioritaria” del partito. Bersani ne fa un accenno – un po’ banale - trattandola in negativo (“vocazione maggioritaria non significa rifiutare le alleanze”); Franceschini non ne parla proprio, limitandosi ad affermare che “…non torneremo a riconoscerci nelle provenienze che abbiamo scelto liberamente e consapevolmente di lasciare alle nostre spalle…”; Marino fa riferimento ad un partito “che abbia un forte respiro maggioritario, che costruisca le proprie alleanze a partire dal proprio profilo…. non in base alla convenienza elettorale”. Riterrei utile che su questo punto si approfondisse la discussione.

Personalmente ho sempre inteso che per vocazione maggioritaria si intendesse il superamento della tradizionale “divisione del lavoro” per cui la sinistra (il partito della sinistra), attraverso l’alleanza con il “centro moderato”, tendeva a conquistare la maggioranza del paese. La nascita del PD doveva sancire tale superamento, connotando il partito come forza di centrosinistra (non più solo di sinistra) rappresentante dell’insieme dei ceti produttivi (non solo del lavoro dipendente). Se ciò non fosse, mi parrebbe fondata la critica di chi vede, nella riproposizione della “politica delle alleanze” da parte di Bersani, un ritorno alle origini, nel solco di una evoluzione PCI-PDS-DS, che, pur degna, ritengo non adeguata alle necessità del paese.

E’ questo, a mio parere, un punto fondamentale da chiarire. Allora la discussione sulle alleanze (“da soli si può fare poco”) assume un carattere più tattico che strategico e la valutazione sulle scelte conseguenti, ad esempio privilegiare una prospettiva di breve (le elezioni del 2010 – Bersani) o di più lungo periodo (Franceschini e Marino), diventa più legata ad una scadenza congressuale ordinaria che non ad un “congresso fondativo” (Bersani).

Bersani ha dalla sua la capacità provata (sul tema della credibilità tornerò ancora successivamente) di saper interpretare le istanze di cui sopra. Sarebbe utile, per quanto mi riguarda, che precisasse se tale connotazione del partito è confermata o meno.

La seconda questione, apparentemente più scontata, riguarda le primarie.

L’uso delle primarie per selezionare la classe dirigente del partito (nello statuto attuale si determinano in questo modo non solo i segretari nazionali e regionali, ma anche le corrispondenti assemblee), mi pare effettivamente un punto discriminante. Essere un “partito aperto” presuppone necessariamente tale modalità? Bersani la esclude chiaramente (in effetti, tra le caratteristiche del partito – popolare, riformista, dell’uguaglianza etc – non comprende la dizione “partito aperto” e parla genericamente di “apertura agli elettori”). Franceschini parla di partito aperto ma non dice attraverso quali meccanismi si concretizza tale apertura; Marino, con la formula di “partito primario”, sembra riconfermare il meccanismo esistente.

Comunemente accettato mi pare il meccanismo delle primarie per l’individuazione delle cariche elettive (Bersani introduce il riferimento alle elezioni in cui non sia presente il voto di preferenza – sembra quindi limitarla, allo stato attuale, alle elezioni politiche ed a quelle provinciali). Solo Bersani afferma un punto fondamentale, con cui concordo: “…Le primarie vanno rese più efficaci, rendendo più chiaro il meccanismo di partecipazione…” In effetti, parlare in astratto di primarie senza che ne siano precisate le regole (a partire dalla trasparenza nei meccanismi di reperimento ed utilizzazione delle risorse economiche da parte dei candidati) lascia spazio a tutti quei rischi plebiscitari e di distorsione che Bersani paventa.

Qualche dubbio ce l’ho sul punto in cui si subordina la partecipazione alle primarie alla designazione da parte del partito. Troppe volte sono stato testimone di consultazioni-farsa all’interno del PCI-PDS-DS, per non guardare con sospetto ad una simile prospettiva. Si dirà: ma la vita interna del partito sarà regolata da norme precise. E’ vero, ma dal momento che vogliamo che anche le primarie siano regolate da norme precise, sottrarre un “grado di libertà” al sistema mi lascia, in questo caso, perplesso.
La democrazia interna deve essere, a mio parere, uno dei punti qualificanti del dibattito congressuale. Apprezzo, in questo senso, lo sforzo (anche didattico: che cos’è un partito? cosa significa democratico?) che fa Bersani nell’essere il più possibile chiaro e sintetico sul punto.

Quando mi fu chiesto che cosa mi aspettassi dal PD, risposi: “di non essere disturbato troppo frequentemente” (si votava, al tempo, su qualcosa praticamente ogni quindici giorni). La battuta sintetizzava una mia convinzione profonda: la democrazia, per essere, deve essere organizzata. Poiché non posso (e non voglio – su molte questioni mi mancano le informazioni sufficienti per una decisione consapevole) essere chiamato ogni volta a decidere, vorrei che le decisioni che altri prendono necessariamente per me avvenissero mediante meccanismi trasparenti (voto). Inoltre, è per me un fattore di garanzia che la decisione scaturisca attraverso il confronto tra molti (non troppi) piuttosto che non per illuminazione di un singolo (ancorché votatissimo).

Formule vaghe “partito a rete”, “partito non gerarchico ma di relazioni”, “partito strutturato perché partecipato” etc. nascondono in genere prassi plebiscitarie che non condivido. L’esperienza di questi primi venti mesi del PD non è stata certamente incoraggiante sotto questo profilo. In questo senso ho aderito, a suo tempo, all’iniziativa del Jolly Marina; in questo senso ho votato contro (purtroppo da solo) l’ elezione di una Direzione pletorica e manifestamente inadeguata per essere luogo di effettiva decisione. “…Gli organismi dirigenti ad ogni livello saranno composti in un numero ragionevole per consentire una discussione politica efficace e scelte consapevoli..” questa è la promessa che ci fa Bersani. E Bersani è uomo d’onore, direbbe Shakespeare.

La credibilità di chi formula una proposta, oltre ovviamente al contenuto, è infatti un fattore importante nella mia decisione. La presenza accanto a Bersani, di figure come Letta o come Bindi contrastano l’accusa di un “ritorno al passato” che pure viene formulata alla sua proposta. A livello locale, la candidatura di Lorenzo Basso rappresenta un forte segnale di discontinuità rispetto alla logica di conservazione dei vecchi gruppi dirigenti.

Si osserva, almeno nella realtà ligure, la presenza nello schieramento pro Bersani di gran parte del ceto politico di provenienza comunista. Ciò è in parte naturale dal momento che la sua proposta di partito, come pure il richiamo al lavoro “…se il lavoro perde dignità la democrazia si indebolisce….”, sono certamente quella più vicine a quel tipo di formazione e sensibilità; in parte si scontano fenomeni di opportunismo inevitabili nell’ambito di chi “dipende” dalla politica (todos bersanianos).

Anche in questo senso, la candidatura di Basso rappresenta un punto di forza per lo schieramento Bersani, soprattutto in proiezione esterna, che riterrei opportuno valorizzare al massimo.

E’ però altrettanto vero che, affinché la proposta di Bersani risulti pienamente credibile, almeno per quanto mi riguarda, il peso di quella che io chiamo negativamente “la ditta” (Bersani ha dato a questo termine un’accezione positiva ma si riferiva al PD), vale a dire quell’intreccio di interessi e di poteri, che ci portiamo dietro dal vecchio PCI, deve essere ridimensionato.

Ciò tanto più dal momento che voteremo su liste bloccate (questa si che mi pare veramente una norma da cambiare!). Mi sembrerebbe veramente contraddittorio che assumessero un ruolo di primo piano coloro che hanno sempre frenato il cambiamento (dalla “costituente del nulla” in poi….), con la scusa che “bisogna rimettere ordine nel partito”. Ciò non vuol dire rifiutare il contributo di chi, per esperienza, ha certamente qualcosa da insegnare; dico solo che occorre cominciare davvero a fare selezione tra chi ha le carte in regola per guidare quello che deve comunque essere un cambiamento vero e chi no.

Collegato al ragionamento di cui sopra è il tema dei cosiddetti “apparati”. A torto o ragione questa è un’argomentazione in grado di influire significativamente sull’orientamento degli elettori delle primarie (“…un partito che non viva di contraddizioni…apparati versus società civile….” Marino).

Sul fronte Franceschini, Roberta Pinotti, in una recente intervista, ne parla come di “…chi si sente in diritto di rileggere il volantino per l’ok definitivo, senza avere un qualsiasi ruolo…”. Non sono un frequentatore di Piazza de Marini per valutare se ciò corrisponda o meno al vero; è però verosimile e tanto basta per rafforzare in me la convinzione che il problema del “controllo politico” degli apparati esiste. Ciò soprattutto nella prospettiva, che mi convince, della mozione Bersani, di un partito strutturato.

Solo in questo modo mi pare, tra l’altro, possibile riportare all’interno del partito quei momenti di elaborazione e confronto sui contenuti che oggi sono di fatto sviluppati all’esterno (associazioni etc) e che costituiscono, insieme alle esperienze nelle amministrazioni, momenti di formazione permanente, non sostituibili da estemporanee “scuole”. Ciò pone, peraltro, il problema delle risorse economiche, del loro reperimento ed utilizzo, su cui, mi pare ci sia ancora molto da discutere.

Vorrei concludere con la considerazione che qualunque sia la mozione che si affermerà, grazie al significativo “mescolamento”di vecchi gruppi dirigenti che si è verificato, non ci sarà nessun ritorno al passato e l’opzione del PD avrà comunque vinto.

In effetti, mi ero schierato a suo tempo con Letta, (sperando fino all’ultimo che si candidasse Bersani), oltre che per la scarsa fiducia che nutrivo nelle capacità di Veltroni per quello specifico ruolo, anche per il sapore plebiscitario, frutto dell’accordo di potere tra vecchi gruppi dirigenti, che aveva assunto la sua candidatura (ricordate le diverse liste in appoggio al candidato unico?) e che mi facevano dubitare della possibilità di affermazione delle nuove istanze.

Adesso questo rischio non c’è: il confronto è vero, il risultato non predeterminato, l’affermazione del nuovo possibile. Anche se sono fortemente orientato ad appoggiare la mozione Bersani (a meno che non mi vengano proposte immangiabili polpette a livello di liste da votare) non mi sentirei sconfitto se prevalessero altri. Un senso, questa storia, ce l’avrebbe comunque.


Eugenio Piovano

Genova, 17 Agosto 2009

martedì 8 settembre 2009

Comitato pro Bersani a Francavilla Fontana



Si è costituito anche a Francavilla Fontana il comitato pro Bersani Segretario in vista del congresso e del voto che il 25/10/2009 eleggerà il nuovo segretario nazionale ed il segretario regionale del PD.
Responsabile del comitato è l’arch. Mimmo Vozza, della segreteria cittadina del PD. Al comitato, che avrà lo scopo di divulgare e discutere con gli iscritti ed i cittadini i contenuti della mozione Bersani sostenendo la candidatura dell’ex ministro alla segreteria nazionale e di Sergio Blasi, sindaco di Melpignano alla segreteria regionale hanno aderito sino ad oggi l’assessore provinciale Maurizio Bruno, il capogruppo in C.C. Tommaso Resta, il consigliere comunale Giacomo Gallone, il coordinatore del circolo Marcello Cafueri, la segretaria provinciale dei Giovani Democratici Valentina Paciullo, nonché i dirigenti Michele Mazzarella, Ilaria Di Brindisi, Silvano Salerno, Giovanni Carlucci, Piero Tomaselli, Davide Apruzzese.
Per adesioni ed informazioni ci si può rivolgere alle sedi del PD in via Roma o in vico Salerno o indicando la propria adesione al responsabile del comitato, arc
h. Mimmo Vozza.

venerdì 4 settembre 2009

Il PD di Francavilla e la zona PIP: comunicato stampa




Il Partito Democratico, circolo di Francavilla Fontana, segue con molta attenzione e preoccupazione l’inemendabile ritardo con cui l' amministrazione di centrodestra di questa città sta operando per intercettare fondi sino a 4 milioni di euro per completare la Zona PIP di via Grottaglie, stanziati dalla UE ed erogabili dalla Regione Puglia nell’ambito del Piano Operativo FESR (Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale) 2007/2013.
La linea di intervento 6.2.1 promuove appunto le iniziative di infrastrutturazione e supporto degli insediamenti produttivi esistenti e risponde alle esigenze degli operatori e della collettività tutta che da anni invocano un completamento della zona PIP lamentando l’assenza delle reti tecnologiche, della fornitura idrica, delle infrastrutture per la sicurezza nonché mense, asili nido, centro diurni per l’infanzia e tanto altro ancora.
Da anni Francavilla paga un prezzo altissimo di mancato sostegno ai lavoratori ed agli operatori della zona PIP essendosi sempre privilegiato l’aspetto speculativo nella compravendita dei suoli o la realizzazione di interventi di mero ornamento senza incidere minimamente sulla risoluzione dei problemi che riguardano invece i costi di insediamento, la messa in sicurezza dell’area, l’inglobamento dell’area nel tessuto urbano, la realizzazione di servizi primari.
Questa amministrazione, capeggiata dal sindaco Della Corte, spalleggiata dall’On.le Vitali ed a suo tempo dal sen. Curto, è l’artefice di tutti problemi della zona PIP e la Regione Puglia è chiamata a mettere toppe dopo anni di insipiente assenza della amministrazione e di interventi costosi e sbagliati.
Lasciarsi sfuggire questa opportunità è come rifiutare il cibo per un affamato!
Già dal mese di maggio si era a conoscenza dei fondi e questa amministrazione dall’insediamento è nelle condizioni di predisporre la documentazione e la progettazione necessaria. La proroga del termine di presentazione della domanda al 30 di ottobre è manna dal cielo.
Non ci sono alibi!
Il PD seguirà con la massima attenzione l’attività di questa amministrazione e si farà carico di segnalare ai cittadini ed all’opinione pubblica l’andamento di questo procedimento e di tutti quegli altri che offriranno opportunità di sviluppo e di miglioramento dei servizi e che purtroppo in passato hanno visto il comune di Francavilla mai percettore di un solo euro.
Il coordinatore di Circolo
Avv. Marcello Cafueri

giovedì 16 luglio 2009

ALLARGAMENTO DEL COORDINAMENTO CITTADINO DEL PD




Il Coordinamento Cittadino del Partito Democratico di Francavilla Fontana, riunitosi martedì 14 luglio 2009 nella sede del Circolo di via Roma, ha proceduto, ai sensi del Regolamento di Circolo, alla nomina di 14 componenti dell'organismo dirigente, che si aggiungeranno agli attuali, segnatamente individuati in: Davide Apruzzese, prof. Paolo Caramia, Giovanni Carlucci, Antonio Chianura, dott.ssa Ilaria Di Brindisi, Arcangelo Di Coste, prof. Vincenzo Garganese, dott. Antonio Romano, Silvano Salerno, Donatello Sibilio, Cosimo Sternativo, avv. Carlo Tatarano, Pietro Tomaselli, Dott. Cosimo Torino.
Nella stessa seduta il Coordinamento ha provveduto a nominare nella Segreteria il geom. Michele Mazzarella e l'arch. Mimmo Vozza.

La Segreteria del Partito Democratico

domenica 12 luglio 2009

Auguri di buon lavoro a Maurizio Bruno



Il Partito Democratico di Francavilla Fontana porge a Maurizio Bruno, assessore provinciale alla Pianificazione territoriale, Programmazione e Attuazione del programma Opere Pubbliche. gli auguri di buon lavoro all'interno della Giunta della Provincia di Brindisi presieduta da Massimo Ferrarese.

Maurizio, i tuoi elettori sono con te!

martedì 23 giugno 2009

COMUNICATO STAMPA DOPO I BALLOTTAGGI



COMUNICATO STAMPA

Apprendiamo dalla stampa delle dichiarazioni del candidato sindaco Luigi Galiano, che reagisce in maniera inopportuna ed infantile alla sconfitta al ballottaggio delle elezioni comunali, come quel bambino a cui viene sottratto il barattolo della marmellata.
Il PD di Francavilla Fontana, nel respingere ogni infondata ed incauta insinuazione sul suo operato, ribadisce, ove ve ne fosse ancora bisogno, di aver assunto prima, durante e dopo la competizione elettorale, insieme all’avv. Tommaso Resta, una linea politica improntata alla chiarezza e alla coerenza del proprio progetto politico, che non può che essere quello di offrire alla cittadinanza una seria e credibile alternativa al centrodestra francavillese, cosi come leale e convinta e determinante è stata l’azione del PD a sostegno del Presidente Massimo Ferrarese alla Provincia.
Chiarezza e coerenza che evidentemente fanno difetto in altre forze politiche, che hanno trasformato la campagna elettorale provinciale e comunale in faida personale con conseguente regolamento di conti, tralasciando completamente di parlare di programmi e proposte risolutive dei problemi annosi della Città.
Il PD sottolinea che il risultato elettorale francavillese alle provinciali e alle comunali ha evidenziato lo sgretolamento di un blocco sociale e di una politica trasformistica che ha consentito sino ad oggi, quasi ininterrottamente, al centrodestra di amministrare, con pessimi e visibili risultati, e che potrà consentire per il futuro una reale quanto indispensabile alternanza nel governo della Città.

Il Partito Democratico di Francavilla Fontana

lunedì 15 giugno 2009

COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI FRANCAVILLA FONTANA

La Segreteria pone in evidenza l'ottimo risultato elettorale conseguito dal PD e dal candidato TOMMASO RESTA. Risultato che dimostra la condivisione, da parte della cittadinanza, della coerenza e della proposta messa in campo dal PD, di alternativa reale al centrodestra ed in particolare riferimento a Vincenzo Della Corte, responsabile dell'annoso degrado amministrativo di Francavilla.
Si sottolinea, inoltre, il successo nei collegi provinciali dei candidati Democratici, ed in particolare di Maurizio Bruno, risultato il candidato più suffragato della città.
Si ribadisce il sostegno al candidato Presidente della Provincia
Massimo FERRARESE, per la cui vittoria al ballottaggio il partito è già al lavoro e garantirà il massimo impegno.
Altrettanto doveroso pare evidenziare il fallimento delle forze della sinistra radicale che, dopo aver determinato la rottura del centrosinistra, hanno ottenuto un risultato di scarso rilievo nonostante una campagna elettorale improntata unicamente all'attacco immotivatamente rancoroso, quanto rivelatosi sterile, nei confronti del PD.
Quanto all'ipotesi di apparentamento, si ringrazia l'Udc per la formale richiesta fatta pervenire, ma gli organi direttivi e il candidato Sindaco, nell'esercizio dell'autonomia a suo tempo riconosciuta a livello locale dagli organi provinciali, hanno scelto la strada del non apparentamento.
Ciò per le stesse ragioni politiche che sono state esplicitate durante la campagna elettorale e in perfetta coerenza rispetto all'impegno preso con gli elettori, che si coglie l'occasione di ringraziare per la fiducia accordata al Partito ed al candidato Sindaco TOMMASO RESTA.
In conclusione il PD invita i propri elettori a sostenere al ballottaggio per la Presidenza della Provincia Massimo FERRARESE ribadendo, cosi come a più riprese asserito in campagna elettorale, che l'avversario da battere, a tutti i livelli, rimane il Popolo della Libertà.

venerdì 29 maggio 2009

Un indecente furto di risorse per il Sud



Riceviamo e pubblichiamo dal Sen. Salvatore Tomaselli:

COMUNICATO STAMPA

Il rischio che abbiamo denunciato nei mesi scorsi, che fossero dirottati verso altri scopi i fondi stanziati dal Governo Prodi per la bonifica dell’area industriale di Brindisi, è stato ufficialmente confermato nel corso della riunione tecnica presso il Ministero dell’Ambiente svoltasi il 27 maggio.

L’Accordo di programma per la bonifica del sito industriale di Brindisi, sottoscritto nel dicembre 2007, fu il risultato di un intenso lavoro che vide il ruolo decisivo di sostegno finanziario della Regione Puglia e dell’allora Governo nazionale che resero disponibili, per realizzare i contenuti dell’Accordo, la somma di 135 milioni di euro, di cui ben 65 a carico della Regione Puglia e 50 del Ministero dell’Ambiente.

Quell’accordo costituiva davvero un punto di svolta per le possibilità di rilancio dello sviluppo economico e produttivo della città, dopo anni di desertificazione, a causa dei vincoli ambientali imposti, di una delle aree industriali più ampie ed attrezzate dell’intero Mezzogiorno.

Si può dire la verità in campagna elettorale o si deve continuare a negare, come con imbarazzo cercano di fare Saccomanno e Mennitti? La realtà è che con Delibera CIPE del 6 marzo 2009 si è avuto il totale definanziamento del “Programma straordinario per il recupero economico produttivo dei siti industriali inquinati”.

Tutto ciò renderà inefficace l’intero Accordo di programma, vanificando gli importanti investimenti programmati da alcuni gruppi industriali.

Un ulteriore conferma di una politica contro il Mezzogiorno del Governo di centrodestra che ormai è divenuta indecente!

Rivolgo un invito ai parlamentari brindisini del PDL: il Ministro Prestigiacomo – a cui ho rivolto una interrogazione parlamentare urgente – venga a Brindisi a smentire questo furto di risorse, altrimenti sottoscrivano con noi la richiesta di un immediato ripristino delle risorse distratte e si rimuovano i perduranti ostacoli burocratici al pieno dispiegamento dei contenuti dell’Accordo di programma, per consentire a Brindisi di costruire condizioni di “attrattività” per una nuova stagione di investimenti produttivi, di cui la città ha sempre più fortemente bisogno, dopo cinque lunghi anni di paralisi.
Sen. Salvatore Tomaselli
Parlamentare del PD

martedì 5 maggio 2009

Al Commissario Prefettizio: nomina degli scrutatori e gestione degli spazi elettorali



Al Comm. Prefettizio, dott.ssa Maria Antonietta Olivieri
Francavilla Fontana

In occasione delle elezioni amministrative ed europee del 6-7 giugno 2009, stante l’avvenuta decadenza del Consiglio Comunale e degli organismi diretta espressione di detto Organo, nell’imminenza della nomina degli scrutatori da assegnare ai seggi, si comunica, anche in riferimento alle notizie apparse sugli organi di stampa locali, che il Partito Democratico ritiene decaduta la Commissione Elettorale e che debba essere la S.V. a procedere, secondo legge, alla nomina degli scrutatori attingendo, attraverso il metodo del sorteggio, dall’apposita Lista degli Scrutatori.

Si chiede, altresì, di voler mettere in atto tutti i necessari controlli al fine di contrastare la diffusa pratica dell’affissione abusiva dei manifesti elettorali e/o la loro collocazione al di fuori degli spazi previsti dalla legge, anche all’interno dei comitati elettorali.

Con osservanza,
per la Segreteria del Partito Democratico
di Francavilla Fontana
Marcello Cafueri

sabato 25 aprile 2009



Per non dimenticare mai da dove nasce la democrazia e la nostra libertà.

Partito democratico Francavilla Fontana

giovedì 16 aprile 2009

COMUNICATO SEGRETERIA PD




In merito al documento diffuso da alcuni esponenti del PD locale, pur essendo forte la volontà di sottrarsi dal commentare le iniziative di chi sino ad oggi ha praticato la politica del veto e del “documento da dare alla stampa”, si rende doveroso evidenziare quanto infondata sia l’accusa rivolta alla segreteria di non aver voluto un accordo con la sinistra radicale. La linea del PD è contenuta in maniera chiara ed inequivocabile nel documenti diramati di volta in volta a seguito delle varie riunioni di coordinamento e dell’assemblea pubblica del 03.04.2009.

A nessuno è consentito dare “interpretazioni autentiche” della linea del PD, men che meno a chi ha voluto irresponsabilmente sottrarsi al confronto democratico all’interno del Partito, peraltro avversando platealmente proprio quell’approdo (con la sinistra radicale) che oggi, con clamoroso volo pindarico ed autentica schizofrenia, si dice che il PD non avrebbe voluto perseguire. Stesso discorso vale per chi, aggiuntosi ai c.d autosospesi, ha contrastato, all’interno del Partito, ogni ipotesi di riunificazione del Centro.-sinistra che non fosse quella di consegnare supinamente il PD alla sinistra radicale.

Quello che possiamo affermare e che ora è finalmente chiara (ed univoca) la linea perseguita da chi si chiama fuori dal PD e che non sarà consentito a nessuno di compiere opera di sciacallaggio politico, sulla scorta di pregiudiziali ed illazioni, attraverso il vecchio e noto sistema del sospetto, augurandosi che il confronto politico avvenga unicamente sul piano dei programmi e delle proposte per la Città.

La segreteria del PD

mercoledì 15 aprile 2009

INTERVISTA TELEVISIVA E CONFERENZA STAMPA DI TOMMASO RESTA




Si rende noto che Giovedì 16 aprile 2009 alle ore 20.45 sarà trasmessa sull’emittente televisiva TRCB durante la trasmissione “Millesecondi” un’intervista all’Avvocato Tommaso Resta, candidato Sindaco per il Partito Democratico a Francavilla Fontana.

Inoltre Sabato 8 aprile alle ore 11,30 presso la sede del Pd in via Roma, 17 si terrà la Conferenza Stampa di presentazione del Candidato Sindaco per il Partito Democratico Avvocato Tommaso Resta.

venerdì 10 aprile 2009

TOMMASO RESTA CANDIDATO SINDACO DEL PD



La Segreteria cittadina del PD ha individuato nella persona dell’Avvocato Tommaso Resta il candidato sindaco per le elezioni comunali del 6 e 7 giugno prossimo, convocando nel contempo il Coordinamento per martedì 14 aprile alle ore 18 presso la sede di vico Salerno per discutere ed approvare la candidatura.

giovedì 9 aprile 2009

COMUNICATO SEGRETERIA PD ALLE FORZE DEL CENTROSINISTRA




Il Partito Democratico, con evidente disagio e sconcerto, prende atto di una risposta scomposta e “fuori dalle righe” che strumentalmente stravolge nei contenuti e nelle finalità, la chiara ed inequivocabile richiesta rivolta agli altri partiti del C.S. dal PD, con il solo ed autentico scopo di tentare di ricomporre una coalizione che si pensava coltivasse il fine comune di combattere quelle forze politiche e quei personaggi responsabili del profondo buio calato su questa città.
L’arrogante arroccamento su posizioni surrettizie ed arbitrarie non aiuta la crescita di forze politiche alternative mentre gli asseriti accordi trasversali, della cui esistenza sembrano esserne certi solo chi calunniosamente li adombra, vengono utilizzati solo al fine di ricavare un diretto vantaggio elettorale.
Certo è difficile ipotizzare che con forme insinuanti di strumentalizzazione politica si possa affermare una idea di città sottratta agli interessi forti e dei forti, anzi alimentando, se ve ne fosse bisogno, una idea di sinistra poco abituata a confrontarsi ed adusa a muoversi sul piano del moralismo gratuito, ove compaiono sempre due interpreti: i giudici ed i giudicati.
Le intransigenti e minacciose posizioni assunte dai partiti che hanno scelto il candidato sindaco Avv. Filomeno, dimostrano scarso, se non nullo, senso di responsabilità, comportando inevitabilmente l’interruzione di un percorso che il PD ha sempre ritenuto praticabile e possibile, tanto da rendere opportuna la stigmatizzazione di chi esprime giudizi che pongono in dubbio la assoluta buona fede del segretario, della segreteria, dei dirigenti e degli iscritti a questo Partito che hanno inteso fare questo ennesimo passo avanti in nome della comunanza degli intenti.
Indicate doverosamente e chiaramente le responsabilità della situazione determinatasi, il PD decide sin da ora di presentarsi alla cittadinanza con un proprio programma ed un proprio candidato sindaco, nella certezza che i cittadini e gli elettori del centrosinistra sapranno apprezzare la linearità ed la coerenza del percorso sino ad oggi adottato.
Cordialmente
La segreteria del PD

COMUNICATO STAMPA della Segreteria Provinciale e del Gruppo Provinciale del PD

COMUNICATO STAMPA
I salamelecchi resi al Presidente Errico da qualche superstite di quel che resta del gruppo consiliare di centrodestra (ora Pdl) alla provincia sono così ipocriti e inverecondi che non meritano alcun commento, perché significherebbe offendere ulteriormente l’intelligenza delle persone oneste.
Per quanto ci riguarda , non è nostro costume giudicare chi ha scelto di fare opposizione, limitandosi ad apparizioni fugaci in Consiglio e a qualche ineffabile intervista televisiva .
Ci fa piuttosto pena chi, avendo coltivato facili illusioni di vittoria elettorale, deve ora ricredersi e vacillare nelle proprie certezze e, non avendo altri argomenti, non trova di meglio che attaccare il PD e le sue scelte.
Il PD - lo ripetiamo con orgoglio - , con i suoi 12 consiglieri provinciali su 18 , è stato il punto di forza della maggioranza che ha sostenuto lealmente e operosamente l’Amministrazione Errico e tutte le scelte più importanti che sono state compiute.
In questi cinque anni, il PD non ha mai fatto mancare la propria presenza qualificata in Consiglio e si è assunto, attraverso i suoi Assessori, le proprie responsabilità di governo, garantendo al meglio l’attività amministrativa della Giunta.
Non a caso i punti qualificanti di questa esperienza di governo saranno riproposti dal PD nel prossimo programma elettorale , in particolare per quanto riguarda l’autonomia delle decisioni sullo sviluppo del nostro territorio, la lotta alla criminalità e l’affermazione della cultura della legalità e un’idea di sviluppo sostenibile ambientalmente e socialmente.
La coerenza programmatica, per il PD, fa tutt’uno con il rispetto della democrazia e con la capacità di leggere insieme la realtà politica e culturale che caratterizza questa fase della vita del paese .
Il Governo attuale e il suo modello culturale e sociale rappresentano oggi per l’Italia in generale e per il Mezzogiorno in particolare l’ostacolo maggiore ad affrontare le sfide inedite imposte dalla grave crisi economica e finanziaria in corso.
Allargare l’area del centrosinistra e misurarsi con culture politiche e sociali che condividono questo obiettivo rappresenta oggi la nuova frontiera su cui provare a costruire una proposta di governo all’altezza dei tempi.
Su questa linea politica, pur con le legittime differenze di valutazione da parte di coloro che hanno condiviso con noi la precedente esperienza di governo, il PD, consapevole delle difficoltà e dei rischi , ma anche delle potenzialità e delle opportunità di questo percorso non solo sul piano locale , ha scelto -al termine di un dibattito franco e appassionato, che ha riguardato centinaia di iscritti e militanti oltre che il suo gruppo dirigente- di accettare questa sfida.
E lo ha fatto con la consapevolezza di dover rendere una risposta di governo all’intero territorio e alle giuste aspettative di chi non si vuole arrendere ad una proposta del centrodestra, che in materia di soprusi verso questo territorio e di incoerenze e contraddizioni , resta il campione.


La Segreteria Provinciale PD e il Gruppo Consiliare PD alla Provincia di Brindisi

venerdì 3 aprile 2009

Comunicato ufficiale alle forze del centrosinistra francavillese




Al Candidato Sindaco
della coalizione del centrosinistra
Avv. Mario Filomeno

Francavilla Fontana, 3 aprile 2009

Oggetto: comunicato alle forze del centrosinistra francavillese

La Segreteria del Partito Democratico, alla luce degli orientamenti emersi durante la riunione del Coordinamento del 2 aprile 2009 e dell’Assemblea degli iscritti e simpatizzanti del 3 aprile 2009, facendo seguito agli incontri precedenti tenutisi con tutte le forze del centrosinistra, indica nei seguenti punti le linee-guida ritenute indispensabili al fine della definitiva costruzione dell’alleanza in vista delle prossime elezioni comunali:

1) ineludibilità dell’unità delle forze del centrosinistra francavillese, pur nella ricerca di ulteriori alleanze finalizzate all’allargamento del tradizionale fronte della coalizione;
2) assoluta indisponibilità ad ogni accordo con l’UDC di Francavilla Fontana, sia nel primo turno elettorale che nell’eventuale ballottaggio;
3) autonomia delle scelte nelle alleanze cittadine del PD rispetto a quelle assunte a livello provinciale;
4) l’individuazione della figura del candidato della coalizione del centrosinistra in un candidato del Partito Democratico.

Nella convinzione che quanto sopra, pur essendo il frutto di una discussione dialettica e di un confronto serrato, rappresenti la possibile soluzione per affrontare al meglio gli impegni elettorali che ci attendono, facendo appello al senso di responsabilità che deve caratterizzare tutti gli esponenti del centrosinistra che hanno a cuore le sorti dell’amministrazione della città, attendiamo fiduciosi, nei tempi ristretti che l’imminenza dell’appuntamento elettorale richiede, un riscontro scritto alla proposta della Segreteria.

Il Segretario
Marcello Cafueri

martedì 31 marzo 2009

Assemblea pubblica del PD: LA FORZA DELLE BUONE IDEE




Il coordinamento del PD di Francavilla Fontana, ha indetto per il prossimo 03.04.2009 alle ore 18.30 presso il teatro “Imperiali” in via Municipio, un’assemblea pubblica, aperta agli iscritti, ai simpatizzanti e ai cittadini:

LA FORZA DELLE BUONE IDEE: IL PD VERSO LE AMMINISTRATIVE DEL 2009


INTERVERRANNO:
Marcello Cafueri - coordinatore del Circolo PD Francavilla Fontana
Maurizio Bruno - consigliere Provinciale PD
Tommaso Resta - capogruppo uscente Consiglio Comunale PD

Attesa l’importanza dell’appuntamento elettorale del prossimo 6-7 giugno, quando saremo a chiamati al voto per il rinnovo del Parlamento Europeo e per la elezione dei consigli provinciale e comunale, sei invitato/a, in qualità di tesserato/a, a partecipare e a portare il tuo contributo di idee al PD.

Con i migliori saluti.

Il Coordinatore del Circolo PD
Marcello Cafueri

sabato 28 marzo 2009

Per capire il testamento biologico: le parole di Veronesi




Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 175 del 18/03/2009


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XVI LEGISLATURA ------


175a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 18 MARZO 2009
(Pomeridiana)
_________________

Presidenza del presidente SCHIFANI,
indi della vice presidente BONINO
e del vice presidente CHITI

Ha pertanto facoltà di parlare il senatore Veronesi.
VERONESI (PD). Signor Presidente, care senatrici, cari colleghi, rappresentanti del Governo, molte persone si sono sorprese che io, che da dieci anni mi occupo di testamento biologico ed ho scritto quattro volumi su tale argomento, non abbia firmato né presentato emendamenti al disegno di legge che viene oggi discusso.
La risposta è che le mie perplessità e incertezze riguardano l'opportunità, la necessità stessa di questa legge, così come è formulata. La ragione della mia contrarietà è molto semplice: il testo che è stato presentato non è a favore del testamento biologico, come noi ci eravamo attesi quando abbiamo iniziato questo processo, ma è contro di esso.
Mi spiego meglio. Il testamento biologico è nato negli Stati Uniti, negli anni Settanta, sulla scia della vicenda Quinlan, come tutti ricorderanno. Questa ragazza era rimasta in coma irreversibile e il padre aveva insistito perché fosse interrotto ogni sostegno vitale. Dopo molte battaglie giuridiche, nel 1976 la Suprema Corte americana dette ragione al padre e la vita artificiale fu interrotta.
Questa vicenda, che appassionò l'America, rese consapevole il mondo intero che la medicina tecnologica moderna è in grado di spostare il termine della vita al di là della morte naturale, introducendo una vita artificiale che permette agli organi del corpo umano di rimanere vitali, anche senza attività cerebrale, senza coscienza, senza pensiero, senza vista, udito, parola. Questa condizione di vita, o di non vita, fu considerata da molti americani disumana.
Varie associazioni chiesero a gran voce una legge che permettesse di esprimere la volontà di non accettare questa forzatura. Nacque così il living will, che abbiamo tradotto in testamento biologico, prima in California, nel 1976, poi in tutti gli Stati americani.
Il testamento biologico approdò poi in Europa, con apposite leggi, in Gran Bretagna, in Francia, in Danimarca, in Olanda, in Belgio, in Lussemburgo, in Spagna e nei Paesi scandinavi. Il contenuto di queste leggi è sostanzialmente sempre il medesimo, cioè il rispetto e la tutela della volontà di non essere mantenuto in coma vegetativo permanente, io direi incarcerato - locked-in, come dicono gli americani - in un letto per anni, decenni o molti decenni.
Ebbene, il testo al nostro esame non solo non rispetta la volontà espressa dal cittadino, ma va in direzione esattamente opposta, perché obbliga la persona in coma a rimanervi per sempre, anche contro la sua volontà.
Infatti, nel provvedimento si legge che la nutrizione artificiale, che è l'elemento che permette il prolungamento indefinito del coma, non può essere rifiutata perché non è trattamento sanitario. Bene, io vi dico che è più di un trattamento sanitario; è un vero atto medico che richiede un'elevatissima competenza. (Applausi dal Gruppo PD). Posizionare un tubo nutrizionale nello stomaco è un atto difficile che solo chirurghi addestrati o medici rianimatori o anestesisti sono in grado di compiere. Dirigere una sonda attraverso la via nasofaringea e superare correttamente la glottide è difficile e anche pericoloso: la sonda può introdursi in trachea anziché nell'esofago con conseguenze disastrose.
Inoltre, tutti sappiamo che il bilanciamento degli elettroliti e dell'equilibrio proteico-glucidico nel successivo trattamento nutrizionale non può che essere seguito da medici nutrizionisti. Che l'intubazione gastrica e i trattamenti nutrizionali siano atti medici é stato affermato non solo da tutti i trattati di medicina, ma anche dalla Corte suprema degli Stati Uniti, dalla House of Lords della Gran Bretagna, dalla legge Leonetti della Francia, per citare solo i principali Paesi, ma poi in tutte le altre leggi europee, americane e del mondo intero.
A proposito di alimentazione forzata, voglio anche ricordare un'altra cosa: se una persona, in perfetta lucidità di pensiero, non desidera più alimentarsi, questa volontà va rispettata, come sostiene il codice di deontologia medica. Se, quindi, la volontà di rinunciare all'alimentazione è rispettata quando espressa in piena lucidità, deve essere rispettata anche quand'è indicata per iscritto e firmata come volontà anticipata di trattamento. Per questo dico che questa legge è contro il testamento biologico e, quindi, inutile. Nessuno compilerà le direttive anticipate in quanto sa già che non verranno rispettate.
Meglio allora nessuna legge, come è stata finora la condizione italiana e com'è ancora in Germania, ad esempio, dove il medico deve "tener conto" delle volontà espresse in precedenza come indica la Convenzione di Oviedo e come hanno confermato il nostro Comitato nazionale di bioetica e il codice di deontologia medica.
Signor Presidente, ogni legge deve avere uno scopo: o soddisfare le aspettative dei cittadini o tutelare i loro diritti; questa legge non soddisfa nessuna aspettativa, ma soprattutto non tutela il diritto del rifiuto alle cure, una delle più luminose conquiste civili e democratiche - direi anche liberali - degli ultimi decenni. I principi dell'autodeterminazione e del consenso informato dei trattamenti sono i capisaldi di una concezione liberale di uno Stato, ma questi sono di fatto calpestati.
Penso, signor Presidente, che questa legge, così com'è formulata, non possa e non debba essere promulgata da questo Parlamento anche perché, oltre che impugnata per dubbia costituzionalità, non potrebbe che essere disattesa. Se, infatti, un medico in sua coscienza ritiene che la volontà del proprio paziente debba essere rispettata, secondo il codice morale medico, potrà sempre invocare il principio dell'obiezione di coscienza.
Personalmente, signor Presidente, non vorrei mai finire - parlo per me stesso - in uno stato vegetativo permanente, e sono sicuro che molti di voi non lo vorrebbero. Ho scritto e firmato il mio testamento biologico, l'ho depositato da un notaio, ho indicato come fiduciario mio figlio Paolo, ma ho aggiunto una cosa: che i medici che mi avranno o mi avessero in cura dovranno rispettare in modo assoluto le mie volontà. E sono sicuro che verranno rispettate dai miei colleghi. Perché, anche se questa legge passasse, se il Presidente la firmasse, se l'ipotetico e forse inevitabile referendum fallisse, ebbene, i miei colleghi faranno valere ugualmente il diritto di rispettare le mie volontà, non solo perché dovranno seguire la voce della loro coscienza, che impone - lo ripeto ancora una volta - il rispetto della volontà del proprio paziente (è una legge morale assoluta!), ma anche perché queste volontà sono protette dalla Costituzione di questo Paese. Una Costituzione che questa legge, viceversa - e lo dico con sincero rammarico - purtroppo non intende rispettare.